ESSERE “IN” GESU’…..

Germoglio_seme_santitàDue sono le contraddizioni che si possono rilevare in questa domenica la 5 di Pasqua… Nel racconto degli Atti si assicura che la Chiesa era in pace per tutta la Giudea, essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo. Però poco prima viene riferito che Saulo, proprio nella comunità di Gerusalemme, si trova di fronte a un muro compatto di diffidenza, di sospetto, viene messa in discussione la sua qualità di discepolo.
L’altra apparente contraddizione è quella delle esigenza di “portare frutto”, riferirsi ai fatti, e insieme di “rimanere in Lui”. Sembra di dovere metter d’accordo la dinamicità con la staticità, conciliare la “produttività” con l’interiorità, puntare sulla visibilità e, nello stesso tempo, sulla misteriosità di una vita che si sviluppa nelle profondità più segrete.
“Fratelli, non amiamo con le parole e con la lingua, ma coi fatti e nella verità”.
Il richiamo di Giovanni nella seconda lettura è quanto mai opportuno oggi. Dobbiamo riconoscere che c’è una prevalenza di parole, formule, diagnosi, dibattiti, rispetto ai fatti e ad interventi concreti. Parole su parole, magari proprio per giustificare l’assenza dei fatti. La bocca troppo spesso prende il posto delle mani.
Nel brano di Vangelo, che fa parte dei “discorsi di addio”, c’è un espressione che ricorre con insistenza “Essere in”.
Dobbiamo purtroppo ammettere che nella Chiesa ci sono persone che, effettivamente, sono in. Ma non è l’In indicato da Gesù, e che si riferisce al particolare rapporto dei tralci col ceppo della vite. C’è gente IN agitazione continua, IN movimento perenne, IN ricerca spasmodica di popolarità…
“Essere IN” oggi, vuol, dire avere successo, frequentare la gente che conta, imporsi all’attenzione, godere di prestigio, stare sulla cresta dell’onda, esser al passo delle varie mode. E’ difficile sentirsi dire che qualcuno è IN preghiera, IN sielnzio, IN meditazione. Gesù invece comanda: “Rimanete IN me e io in voi”.
Occorre garantire soste prolungate alla nostra azione, ritrovare le radici, ristabilire i contatti vitali, aprire pori e vasi perché vi possa circolare la linfa divina, lasciare “infettare” il nostro sangue dall’antidoto della Parola. BUONA DOMENICA!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...