Correre…

maria madre di dioNel vangelo l’episodio dell’Annunciazione si salda immediatamente con la Visitazione, quasi a dire che la vocazione della Madonna và a braccetto con la consapevolezza della missione. La Madonna non si tratta tiene a compiacersi per ciò che le è successo, è subito in piedi, pronta a partire, dopo essersi fatta trovare da Dio, va a trovare qualcuno. La sua è una chiamata che non la tiene chiusa in casa, ma la mette per strada. la partenza è la conseguenza logica dell’obbedienza. Questa immagine della Madonna che cammina speditamente per una strada impervia mi ha sempre affascinato. Quei passi esprimono consapevolezza, decisione, coraggio, gioia di un annuncio.
Dio è diventato l’Emanuele, ossia il “Dio con noi”, perché quella fanciulla si è fatta trovare presente all’incontro con Lui. Dio torna a dire di sì al mondo perché Maria ha riscattato tanti rifiuti con il suo sì decisivo.
Grazie ai passi della Madonna, Gesù è in cammino, prima ancora da nascere, sulle strade del mondo. Grazie a Maria che affronta un sentiero impervio, Cristo accorre dove c’è una necessità, va verso gli uomini.
Chi mi conosce, sà che non mi piacciono certe Madonne che si tengono stretto il Bambino al petto. Pare abbiano paura che qualcuno glielo porti via, o anche soltanto lo tocchi. Le chiamo a mio modo “Madonne accaparratrici”.
Quegli artisti non hanno capito nulla dell’atteggiamento fondamentale di Maria, che è oblativo, di dono assoluto, non accaparratrice.
La visitazione, esprime un dinamismo di partecipazione, la gioia di condividere, non l’atteggiamento geloso di chi trattiene, custodisce per sé un tesoro. La Vergine, per usare un’espressione liturgica è un ostensorio, ma un ostensorio che cammina, non è un ostensorio che tiene a distanza, al contrario, annulla le distanze
La Madonna è colei che ha creduto, ossia, si è attaccata a un Altro, si è fidata di un Altro, si è lasciata portare a spasso da un’Altro.
Avere fede, in fondo, significa credere che Dio mantiene la sua parola, la Madonna non è un creatura che sa, ma è una creatura che crede. Non si sente al sicuro, equipaggiata di garanzie. Si fida, non chiede informazioni. Non possiede, in anticipo le risposte per tutti gli interrogativi. Scommette piuttosto, sul Dio che non delude quando una persona smantella le proprie difese, si arrende totalmente a Lui. Già la fede. È soltanto la fede che può riportare Dio in un mondo che pare averlo estromesso. Il cristiano, noi, grazie alla fede deve essere, come la Madonna, “teoforo”, cioè portatore di Dio nel mondo dell’assenza di Dio. Buona Domenica

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