Riposo e signoria….dell’Uomo!

Buongiorno Signore!….Buongiornoseminatore_42 Signora!….. quante volte durante il giorno ci capita di scambiare questo saluto?Ma l’essere signore, per l’uomo viene da lontano! Beh mi viene in mente la frase del mitico comico Totò… “Signori si nasce….”.

Ma è del Signore quando manifestò per la prima volta la sua grandezza nella creazione del mondoche sta e risiede la nostra signoria! E’ nel fare dal nulla tutte le cose  che Dio ha manifestato tutta la sua sapienza e onnipotenza! Eppure, la sua Signoria, fu resa ancor più manifesta nel momento in cui, al settimo giorno, decise di riposare! Tant’è che, nell’antichità, ciò che distingueva i signori dagli altri, era la possibilità di non lavorare… Possiamo dire, pertanto, che nel momento in cui il Signore istituisce il riposo sabbatico desidera partecipare la sua signoria a tutti gli uomini: tutti hanno diritto ad essere considerati alla sua stessa stregua! Il detto di Gesù nel Vangelo che viene proclamato oggi «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!» mette ancor più in chiaro questa verità! Il culto e i riti che gli uomini compiono nel giorno di festa sono manifestazione della gratitudine per questo dono di Dio e la memoria permanente della dignità conferita da Dio ad ogni uomo! Non è un caso che il calo del culto e della santificazione della festa è coinciso con l’introduzione massiccia del lavoro anche nei giorni tradizionalmente dedicati al riposo… c’è da pensare… Buona giornata!

Si è sempre fatto così…..

Chi mi conosce sà che mi piacciono, e sono attaccato agli usi e i costumi della mia terra. Anche liturgicamente e pastoralmente mi piccioni ricordare, adattare ciò che è stato importante per la mia formazione umana prima e sacerdotale poi. Sono, tendenzialmente, un conservatore… ho un forte attaccamento alle tradizioni e agli usi dei padri… non mi piace chi arriva e con arroganza cancella regole e convinzioni in nome della modernità e dell’innovazione a tutti i costi… Nonostante questo atteggiamento di fondo, tuttavia, non mi dispiace lasciarmi provocare e provocare chi mi sta accanto, dalle istanze di rinnovamento: riconosco che ci sono ampi spazi di miglioramento negli stili di vita prima che esse ricalchino chiaramente il pensiero di Dio! Per questo, non tollero chi, per principio, afferma “si è sempre fatto così”… e per questo non accetta mai alcun tipo di cambiamento! È un po’ la domanda che rivolgono a Gesù nel Vangelo di oggi «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»: tutti digiunano, quindi, è giusto digiunare! Gesù non è d’accordo! Non contesta il digiuno ma chiede di dare ad esso un senso… il primato non sta nella legge ma nello spirito della legge! Qui sta l’intelligenza dell’autentico discepolo di Cristo: coniugare la tradizione con le istanze del Vangelo! «Vino nuovo in otri nuovi!». E speriamo di esserlo….Vino Buono!

Riconoscere o non riconoscere?

Lo sforzo grande per un sacerdote è capire la propria gente… è uno sforzo che mi riesce difficile tante volte. Le abitudini le storie di ciascuno, ivi compresa la mia, mi porta tante volte a non capire il perché di taluni ritmi, di paure, di perplessità….

Ma tento, almeno questo di capire, le  tante persone che non riescono a riconoscere Gesù come il Signore: credere non è una cosa scontata! Non è un automatismo! Non lo deve essere! Giovanni Battista, nel Vangelo di questa domenica, è in grado di indicare Gesù ai suoi discepoli dichiarandolo “Agnello di Dio” solo perché previamente ha «fissato lo sguardo su di Lui»…

Sì: o tieni gli occhi puntati sulla sua persona e consideri quello che dice e quello che fa oppure superficialmente giri la faccia e fissi l’attenzione su altre cose! La fede è Azione, desiderio della libertà nel guardare Gesù affinché il suo sguardo diventi il nostro! Nel momento in cui si guarda fissi Gesù si guarda dove il suo sguardo si pone e ciò che è interesse per Gesù diventa interesse pure del discepolo! È chiaro in questo senso che la fede non diventa uno sguardo unidirezionale, quasi a marginalizzare tutto in nome di Cristo: è piuttosto uno sguardo a 360° ma nella prospettiva di Cristo! …e se vedi come guarda Lui la realtà non puoi che riconoscere che Lui è il Signore! E allora buono sguardo a tutti, buona domenica e buona settimana.

Aprire gli occhi….

In questi giorni abbiamo sentito di tutto e di più. Nei tg di ieri la figlia di uno dei vignettisti uccisi a Parigi ha dichiarato:  “ora papà potrai vedere se c’è davvero un Dio”… Beh di queste frasi ne sento ogni giorno… miOcchi è sembrato di sentire l’eco del pensiero di tante persone che davanti al mistero di Dio, fatalisticamente, attendono il momento in cui cadono i veli e si disvela l’enigma… È poco rispettoso dell’uomo un atteggiamento del genere! Non riconosce il suo valore aggiunto che è l’intelligenza… La morte non è immediatamente rivelativa del mistero di Dio! Dio ha dolato l’uomo di intelligenza e di libertà perché fosse a lui possibile incontrarlo e riconoscerlo da subito! Mi sembra bellissimo l’esordio del Vangelo di questo giorno «Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa»: proprio così, era “in casa”! Chi lo desiderava poteva tranquillamente trovarlo bussando alla sua porta! È qui vicino Dio! Non ci vuole la morte per riconoscerlo! Apriamo gli occhi… Buona giornata

Il popolo di Dio nella notte….

PSV1252323946PS4aa4f26a02009Assisto, frastornato all’atto di violenza terroristica in Francia, che non ha giustificazioni. Le domande sono tante ma di fronte a gesti e all’uccisone barbara di uomini non trovo alcunché da dire. E’ notte! La notte dell’uomo, dell’umanità!

La notte non è mai mancata ai credenti. La notte ci è stata descritta come qualcosa riservata ad un lite: ai santi ai mistici.

Oggi non vi sono più luoghi protetti… Sin dalla più giovane età l’uomo è gettato in un mondo dove tutte le opinioni, tutte le credenze e tutti i sistemi di valori si fiancheggiano apertamente. In questo mondo, il nostro, la fede non può essere semplicemente la lezione imparata! Esige da ciascuno una scelta di valori, un approfondimento sull’esistenza. Essa è legata ad un cammino umano, e nessuno può fare questa esperienza al nostro posto! Fosse anche l’esperienza del non sentirsi sicuri e minacciata dalla violenza altrui.

Oggi come al tempo dell’Esilio, che ha riguardato i nostri antenati nella fede, il credente è lasciato alle sole forze del suo cuore; è rinviato all’essenziale “nudità” dell’uomo, egli non sa più in anticipo quali sono le vie di Dio.

Anche di fronte ai fatti di Francia, la fede diventa una avventura che si congiunge alla grande avventura umana, essa non è più qualcosa di aggiunto. Il credente, noi, camminiamo con gli altri uomini: nella medesima notte! Ciascuno di noi deve ascoltare le voci profonde del mondo e lasciarsi interpellare da esse. Ed è proprio al livello di questo cammino umano che egli è invitato a comprendere in un modo nuovo la Parola e a scoprire i segni.

Nonostante dubbi, perplessità, risentimenti la fede spogliata si apre ai quattro venti dello Spirito. Oggi come ai tempi dell’Esilio, lo Spirito soffia! E soffia, ahimè, in tempesta, precisamente là dove tutti i muri sono crollati. E il suo soffio è un soffio d’universalità. Essa rinnova e raccoglie gli uomini che vengono dagli orizzonti più lontani.

Un nuovo popolo di Dio è in procinto di nascere, al di là di tutte le linee di divisione!

“Che vedi tu Geremia?”, aveva domandato Jahvè al suo profeta, alla vigilia del disastro che stava per piombare su Giuda. Il profeta aveva risposto: “Io vedo un ramo di mandorlo”. E Jahvè a sua volta: “Hai visto bene, perché io veglio sulla mia parola per adempierla”. (Geremia 1, 11-12).

Il mandorlo è l’albero precoce che non aspetta la fine dell’inverno per annunciare la primavera: ha fretta di fiorire. Sui suoi rami nudi, ancora informi, la vita nuova esplode. I piccoli fiori bianchi spuntano e sfavillano fin sul più alto ramo. Nel paesaggio desolato, il mandorlo in fiore è un superamento luminoso. E il ramo fiorito brilla come un’alba nel mezzo della notte.

Al di là della violenza, della morte, del mistero del male della devastazione e della tormenta del nostro amato mondo, la Parola sulla quale Dio non cessa di vegliare è sempre la Promessa. L’inverno continua sui nostri solchi, sulle nostre vite, sulle nostre esistenze. Ma già in qualche posto, alla sguardo del Risorto, un ramo di mandorlo è fiorito.