Pazzia e normalità!

pazziaMi è capitato, a fronte di smuovere situazioni stanche, ferme di sentirmi dire: “Ma sei fuori?”, domanda che lì per lì, non ti viene rivolta per offenderti ma che ti dice che stai forse esagerando nel proporre situazioni nuove, del cambiamento che non è capito, compreso digerito….
Poi apri il Vangelo e leggi che coloro che stavano vicino al Maestro dicevano di Lui “È fuori di sé”». Non che io sia lontanamente paragonabile al Maestro alla cui scuola siamo chiamati tutti a raccolta…
Ma come biasimarli? Uno che fa le cose e dice le parole come Gesù non può che passare come poco equilibrato… Gesù non è “normale”! …e non chiede nemmeno ai suoi discepoli di essere “normali”! Chiede di essere “santi”! Cioè “altro da…diversi da…”!
E, si sa, ciò che è diverso dalla “normalità” del pensiero dominante non riesce ad avere spazio… Le proposte di Gesù non sono mai accomodanti e adatte al nostro comune modo di pensare e di agire… sono veri e propri shok che provocano destabilizzazione e meraviglia!
I “santi” agli occhi degli uomini sono pazzi… non c’è storia! Basti pensare al Pippo Buono che a cavallo del 1500/1600 mise a soqquadro Roma…..
I giovani che dichiarano ai loro compagni di essere credenti e di andare a messa alla domenica sono ritenuti degli alieni… pazzi! Ma anche nelle nostre famiglie normali, se un figlio inizia a frequentare con assiduità la chiesa, è considerato !fuori di sé”… esagerato… esaltato…Che dire? Che consigliare?
Non temere di giudizi perentori sul tuo conto… significa che anche tu, come tanti siamo nella direzione giusta!

Sorpresa…

Ops….Ieri sera ho incontrato gente che proveniva da lontano, e che mi voleva conoscere dopo che aveva sentito parlare di me… gente di cui avevo sentito parlare…di cui mi avevano messo in guardia…..

Dopo una bella chiacchierata con loro, e prima di coricarmi ho dovuto ammettere a me stesso che l’uomo vale per quello che è, e non per quello che ha!
Una crema di bellezza può certamente nascondere una ruga, ma non fa retrocedere il calendario. E’ costume antico del mercato collocare la frutta più bella in mostra, e nascondere quella più scadente in fondo alla cesta. Sempre numerosi sono i sudditi devoti alla corte del pavone!
L’ipocrisia e la vanità non sono titoli commerciabili nella città dei cultura della verità e dell’onestà, rettitudine!
Una rosa di plastica può essere bella, ma certamente non profuma….
Mi vine in mente la Parola del Maestro: “Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?” (Lc 11,40).

Lacrime e carità….

OcchiVuoi perché  siamo diventati dipendenti dal telefono, vuoi perché pensiamo che la sofferenza sia un male, un incubo da debellare, ma campagne di sms per bambini, malattie, iniziative umanitarie ormai ovunque ci coinvolgono un po’ tutti. È fuori dubbio che l’uomo di oggi è più attento alle sofferenze altrui rispetto ad un tempo: la sensibilità attorno al mondo della sofferenza e del dolore è davvero grande. Ed è bello vedere la generosità della gente in occasione delle raccolte di solidarietà per riconoscere come il cuore di tanti si muova a compassione verso chi si trova in situazioni di malattia e povertà, nel mio piccolo l’ho notato con stupore nel corso dell’Avvento di carità della mia parrocchia. Ma…ma….ma!
L’uso esagerato, sproporzionato di immagini strappa lacrime per impressionare e muovere a compassione… sono poco rispettose, fastidiose e non credo sia giusto…
Di  fronte del brano di vangelo nel quale Gesù si rattrista per la «durezza di cuore» dei farisei, insensibili di fronte ad un uomo paralizzato da una vita alla mano…
Indaffarati come siamo, in considerazione del posto che riserviamo oggi a Gesù, mi sono chiesto se mai oggi qualcuno fermerebbe Gesù dal guarire chicchessia…
Se ci mostriamo facilmente commovibili  davanti ad immagini di dolore così, è  facile notare che pacificamente, chiudiamo gli occhi sul dolore del mondo che non ha visibilità!
È bene interrogarsi sull’uso strumentale che viene fatto dei sentimenti e delle lacrime e stimolare in noi maggiormente l’istanza della ragione, della giustizia e della carità! Anche se non vediamo o non ci fanno vedere, il dolore e la sofferenza sono più diffuse che mai… Sempre attenti e vigilanti sull’umanità piagata nel corpo e nello spirito… e questa tante volte è accanto a noi!

Riposo e signoria….dell’Uomo!

Buongiorno Signore!….Buongiornoseminatore_42 Signora!….. quante volte durante il giorno ci capita di scambiare questo saluto?Ma l’essere signore, per l’uomo viene da lontano! Beh mi viene in mente la frase del mitico comico Totò… “Signori si nasce….”.

Ma è del Signore quando manifestò per la prima volta la sua grandezza nella creazione del mondoche sta e risiede la nostra signoria! E’ nel fare dal nulla tutte le cose  che Dio ha manifestato tutta la sua sapienza e onnipotenza! Eppure, la sua Signoria, fu resa ancor più manifesta nel momento in cui, al settimo giorno, decise di riposare! Tant’è che, nell’antichità, ciò che distingueva i signori dagli altri, era la possibilità di non lavorare… Possiamo dire, pertanto, che nel momento in cui il Signore istituisce il riposo sabbatico desidera partecipare la sua signoria a tutti gli uomini: tutti hanno diritto ad essere considerati alla sua stessa stregua! Il detto di Gesù nel Vangelo che viene proclamato oggi «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!» mette ancor più in chiaro questa verità! Il culto e i riti che gli uomini compiono nel giorno di festa sono manifestazione della gratitudine per questo dono di Dio e la memoria permanente della dignità conferita da Dio ad ogni uomo! Non è un caso che il calo del culto e della santificazione della festa è coinciso con l’introduzione massiccia del lavoro anche nei giorni tradizionalmente dedicati al riposo… c’è da pensare… Buona giornata!

Si è sempre fatto così…..

Chi mi conosce sà che mi piacciono, e sono attaccato agli usi e i costumi della mia terra. Anche liturgicamente e pastoralmente mi piccioni ricordare, adattare ciò che è stato importante per la mia formazione umana prima e sacerdotale poi. Sono, tendenzialmente, un conservatore… ho un forte attaccamento alle tradizioni e agli usi dei padri… non mi piace chi arriva e con arroganza cancella regole e convinzioni in nome della modernità e dell’innovazione a tutti i costi… Nonostante questo atteggiamento di fondo, tuttavia, non mi dispiace lasciarmi provocare e provocare chi mi sta accanto, dalle istanze di rinnovamento: riconosco che ci sono ampi spazi di miglioramento negli stili di vita prima che esse ricalchino chiaramente il pensiero di Dio! Per questo, non tollero chi, per principio, afferma “si è sempre fatto così”… e per questo non accetta mai alcun tipo di cambiamento! È un po’ la domanda che rivolgono a Gesù nel Vangelo di oggi «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»: tutti digiunano, quindi, è giusto digiunare! Gesù non è d’accordo! Non contesta il digiuno ma chiede di dare ad esso un senso… il primato non sta nella legge ma nello spirito della legge! Qui sta l’intelligenza dell’autentico discepolo di Cristo: coniugare la tradizione con le istanze del Vangelo! «Vino nuovo in otri nuovi!». E speriamo di esserlo….Vino Buono!