Dio di misericordia

Dopo un lungo fine settimana passato tra Chioggia (dove si è celebrata la Venerabilità del Servo di Dio Padre Raimondo Calcagno) e Carpi rieccoci speditamente al lavoro per prepararci all’inizio della Santa Quaresima.
Parlando con degli amici che mi hanno raggiunto in questi giorni a Carpi abbiamo riflettuto su taluni aspetti del nostro Dio…. E’ strano come ci facciamo idee diverse dello stesso Dio! E la parola di Dio che ascoltiamo in questi giorni ce ne dà occasione per ragionare…. Nei giorni scorsi un Dio sconsolato, deluso, abbattuto…amareggiato per la sua creatura migliore, l’uomo, ingrata e cattiva. Oggi un Dio felice, ottimista, speranzoso… orgoglioso dell’uomo, suo alleato fidato a custodia del creato! Ma Dio cambia umore? Un giorno cattivo e un giorno buono? È chiaro che il racconto ha una evidente rilettura antropomorfa di Dio che poco si sposa con la sua assolutezza, ma così lo percepisce l’uomo nella misura in cui vive o meno un rapporto autentico con Lui. Quando l’uomo si pone in ascolto di Dio, si relaziona con Lui da figlio, inevitabilmente ne coglie tutta l’amore e la benevolenza! Scopre innanzitutto la sua misericordia «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché ogni intento del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza»… Quando l’uomo concepisce un Dio arrabbiato e cattivo è solo perchè si è chiuso ad una relazione vera con Lui e, quindi, si smarrisce dentro una immagine autoreferenziale di Dio! Dio non è mai cattivo: è l’uomo cattivo che lo percepisce tale, a propria immagine e somiglianza… Tanto più entriamo nell’intimità di Dio, tanto più ne riflettiamo i lineamenti buoni e misericordiosi! Buona giornata

Liturgia Domenicale: VI domenica del Tempo Ordinario

Bricciole VangeloDal libro del Levitico 13,1-2.45-46

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”. Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Dal Salmo 31: La tua salvezza, Signore, mi colma di gioia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 10,31 – 11,1

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

Dal vangelo secondo Marco 1, 40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Il bene altrui prima del proprio

«Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”». Alla faccia del diritto alla riservatezza! Il garante della privacy avrebbe certamente qualcosa da dire… D’altra parte, in una cultura tribale, dove l’igiene e la medicina non assicuravano il minimo della decenza, era necessario isolare i casi di malattie particolarmente contagiose e letali per un numero spropositato di persone… L’elemento più deteriore dell’isolamento sta nella sua legittimazione religiosa: la condizione di impurità poneva il malato al di fuori della relazione non solo con le persone ma anche con Dio! Il lebbroso era, in sostanza, un maledetto… colpevole del suo male… additato come un peccatore irredimibile… Il ribaltamento operato da Gesù consiste nel suo “tendere la mano e toccare” il lebbroso: è il segno della vicinanza di Dio, della presa in carico dell’uomo relegato al margine, dell’amore che non viene meno… Anche il lebbroso può stare alla presenza di Dio!
Nessuno è “impuro” agli occhi di Dio! Interessante la conseguenza al tendere le mani e al toccare di Gesù: il lebbroso torna in città, in mezzo agli uomini, mentre Gesù viene cacciato dalla città! Gesù prende su di sé l’impurità del mondo, paga personalmente il prezzo della salvezza altrui, aliena se stesso a vantaggio dei fratelli! San Paolo testimonia la sua discepolanza cristiana esplicitando questo stesso stile: «Io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti» . Mi sembra davvero copernicana questa trasformazione del cuore umana: mettere la gioia degli altri prima della propria! Avere a cuore il benessere altrui prima che il proprio! C’è da ammettere che abbiamo conosciuto generazioni di uomini e di donne che hanno incarnato questo ideale! Oggi l’ego ha ripreso il sopravvento: prima il proprio benessere e, poi, se si può quello altrui… proviamo a rifletterci su un po’..

Dio della Vita e non della morte!

maniSiamo spesso abituati a ricondurre a Dio la nostra morte. Quante volte sentiamo la fatidica frase “Dio ha voluto così…”.Nella lettura attenta del libro della Genesi è chiaro invece il contrario, ossia in esso si sostiene la non conducibilità della morte al volere di Dio «Qualora ne mangiaste sicuramente morireste»: la morte è una conseguenza del peccanto, non una condanna inferta da Dio! Non viene detto all’uomo “qualora mangiassi del frutto io ti uccido”… c’è una grossa differenza! La disobbedienza, la scelta di autonomia, la sfiducia in Dio porta l’uomo ad essere fragile e mortale «luomo si accorse di essere nudo»! Fintanto che conosci Dio e sei in comunione con Lui non ti passa per l’anticamera del cervello la possibilità di morire: hai la certezza che Dio ti ama e non ti abbandona un solo istante a te stesso! Da Lui vine quel soffio vitale che ti ha reso un vivente: se anche qualcuno i togliesse la vita è Lui che ti soccorre e te la ridona! Ne è il padrone assoluto! Lontani da Dio la vita è un bene vulnerabile… una volta perso nessuno ce lo può restituire! Senza Dio l’uomo si mette in balia della precarietà e, quindi, della morte! Da credenti, questo elemento, è davvero determinante! La morte è davvero vinta! Gesù nella sua risurrezione ce lo ha dimostrato chiaramente!

la solitudine

Qualche giorno fa, un amico mi ha chiesto “Ma tu non soffri la solitudine?”… e sosteneva essere innaturale che i preti non potessero sposarsi. In effetti, se leggiamo il libro della Genesi troviamo il monito di Dio «Non è bene che l’uomo sia solo»… Non si dice che a volte è consigliabile! Il fatto è valutare se l’unica foma per superare la solitudine sia il matrimonio! È proprio vero che gli sposati non sono soli? La condizione della solitudine è certamente il male più grande che possa accadere ad un uomo, tuttavia non c’è nulla di automatico che ne garantisca l’evitamento! Credo che un uomo si senta solo quando nel proprio intimo ritenga di bastare a se stesso! Quando considera gli altri cose e non persone! Dio, quando constata l’infelicitaà dell’uomo nella solitudine, gli mette accanto cose e animali ma fintanto che non crea la donna non vede la soddisfazione nei suoi occhi! La donna lo entusiasma perhè «gli è simile», è un arricchimento, è una perosna che sta di fronte a lui per essere amata e dalla quale ricevere amore… In sostanza: da prete non mi sento solo perchè ho accanto uomini e donne che amo e da cui ricevo amore… grato a Dio di un dono così grande!

Uomo e Dio…. (aldilà dell’EXPO)…

Il baraccone massmedianico stà catalizzando l’attenzione di tutti sull’evento che a parere di molti dovrebbe risollevare le sorti del nostro Paese: l’EXPO! Capita sempre così: di fronte alle difficoltà economiche, di rapporti, di identità l’idea forte viene proposta per catalizzare l’attenzione di tutti e fornire la pancetta per tutti e per tutto! Lo è stato in passato e lo è anche oggi! Non poteva mancare anche l’intervento di Papa Francesco.
Proprio l’altro giorno il Papa è intervenuto all’iniziativa “Idee per EXPO” ricordando agli uomini la necessità della custodia del creato, secondo il comando di Dio in Genesi. È bello che capiti in questi giorni di rileggere il libro della Genesi nelle letture della messa feriale: oggi queste splendide parole «Facciamo l’uomo», quasi a dire che la creatura più importante della terra non è opera di uno solo, una volta per tutte… piuttosto è un’opera di tanti, di Dio e degli uomini insieme! Insieme siamo chiamati a dare un volto all’uomo! Quale volto? «A immagine e somiglianza di Dio»! Dio vuole che l’uomo sia «signore» come Lui! Infatti lo invita a «dominare la terra»… Il termine “dominare” è un derivato dal latino “dominus”, che vuol dire “signore”. Ma come Dio è Signore? Gesù si attribuisce il titolo di “signore” nel momento in cui lava i piedi ai discepoli! Una chiave di lettura inequivocabile! Se non assumiamo questa logica non siamo “uomini secondo il pensiero di Dio” e la terra non sarà mai un paradiso! Il papa ha ricordato: “Dio perdona sempre. L’uomo ogni tanto. La terra mai”! Un errore nel fare l’uomo è uno scacco matto alla terra intera! Pensiamoci…