San Giuseppe..uomo di operoso silenzio!

Vi confesso che ho provato una grande gioia quando ho appreso che Papa Francesco ha dedicato questo 2021 a san Giuseppe. E questo perché nel corso degli anni, a mano a mano che andavo sempre più conoscendo quest’uomo, così silenzioso e schivo ma anche così importante per la storia della nostra fede cristiana, ne sono diventata una sua devota fedele. Ma anche, più di una volta, una sua beneficata. Avendolo infatti invocato in alcune situazioni davvero difficili, ogni volta, in un modo o nell’altro ho avvertito la sua presenza e il suo aiuto. Ed ora, dunque, sono assai contenta che il Papa abbia riattirato non solo la mia attenzione su di lui, ma quella del mondo intero, consentendo così a tutti di poter approfondire questa grande figura di uomo e di credente. 
S. Giuseppe è oggi molte cose: anzitutto è protettore della Chiesa cattolica, poi della buona morte; ma anche dei falegnami e più in generale dei lavoratori tutti; ugualmente ne invocano l’aiuto tutti coloro che devono garantire una vita sufficientemente buona a grandi comunità, ma pure chi deve pensare anche solo a gestire in modo appropriato la propria famiglia, perché́ non manchi almeno del necessario. Mi fermo qui ma potrei continuare perché è davvero sorprendente l’elenco di coloro che si sono posti sotto la protezione di questo uomo il quale, tuttavia, resta davvero importante per quell’unica grande cosa da cui, poi, tutte le altre dipendono. E cioè per aver accettato di entrare con grande umiltà e discrezione nell’evento più rilevante della storia umana – dopo la creazione stessa – e cioè nella Incarnazione del Verbo di Dio in Gesù di Nazareth. Sappiamo tutti come sono andate le cose: Maria, giovanissima ebrea, promessa sposa dello stesso Giuseppe, riceve il sorprendente annuncio che Dio l’ha scelta come madre del Messia, l’Atteso di Israele, il Salvatore. Sulle prime ne resta assai stupita, ma rassicurata su come tutto si compirà, subito pronuncia quel “sì” che cambierà la storia, consentendo al piano di Dio di realizzarsi. Fu così, dice Matteo (1,18-25), che «Maria, prima che andassero a vi- vere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo». Una situazione certo non facile da spiegare a Giuseppe, che non ne sapeva nulla e che, in- formato, evidentemente si agita tra un mare di dubbi: ripudiare pubblicamente Maria, che sembra averlo tradito, oppure licenziarla in segreto? E’ sempre Matteo ad informarci che: «Mentre stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo –. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli, infatti, salverà il tuo popolo dai suoi peccati”». Concludendo che: «Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». Ecco la grandezza di quest’uomo sta tutta qui: in questa accettazione subitanea e docile, appena lo Spirito svela i suoi piani. In questa adesione alla volontà divina, appena essa si palesa. Come, del resto, già prima di lui Maria. Lo sposo giusto, dunque, a cui umanamente affidare quella donna incinta di quello straordinario bambino che stava per vedere la luce. Il padre di una famigliola che nascondeva in se stessa un grande Mistero, che aveva bisogno di essere protetto perché avesse il tempo di maturare e di mani- festarsi. Un padre che, infatti, vediamo fin da subito all’opera negli episodi riguardanti l’infanzia di Gesù e di cui non troviamo invece più traccia – perché probabilmente già morto – alle nozze di Cana, quando Gesù ormai adulto, è forte e pronto per uscire allo scoperto.  Finito il suo ruolo umano, Giuseppe tuttavia continua da quel Cielo in cui ora sta, la sua preziosa protezione a quanti, riconoscendo questa sua silenziosa forza paterna, lo invocano pieni di speranza nel suo premuroso aiuto. E noi, sono sicura, desideriamo essere tra questi. 

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