la piu’ grande epidemia: la SUPERFICIALITÀ!!

Ieri sera mi ha raggiunto un sms di un confratello che comunicava ai suoi parrocchiani il fatto di essersi messo, su consiglio del proprio medico, in isolamento preventivo in attesa del tampone che dirà se sarà positivo o no al Covid19 e il fatto mi ha fatto riflettere non poco!
Diceva in tempi non sospetti il grande pensatore e teologo di fama internazionale Raimond Panikkar che “la più grave epidemia del mondo contemporaneo è la superficialità”.
Come non rimanere illuminato….
La paura, l’incertezza le crisi che ci hanno e che ci raggiungeranno, consentitemelo, discendono si voglia o no da un atteggiamento ormai diffuso che sta alla superficie delle cose, che non cerca il “midollo”.
In questi giorno il simbolo della superficialità è la televisione, la stampa con il suo enorme potere di condizionamento, ahimè, verso il basso! Mi spiego: la Tv mostra, ma non spiega, intrattiene, ma non approfondisce; offre ricette, opinioni dove tutte le opinioni si equivalgono.
Ma come diceva il mio professore di etica, il defunto padre Mario Bizzotto, “se tutto si equivale, niente vale”!
All’inizio di un nuovo anno pastorale, formativo e in piena emergenza educativa e culturale la ricetta, le indicazioni che ci vengono date, appaiono complesse, incomprensibili se non a pochi… sono testi, circolari raccomandazioni che somigliano ai “bagnami”, i riassunti che si utilizzavano in tempi di verifiche di esami di vituperata memoria.E l’uomo?
Amici miei, penso che alla potenza persuasiva e pervasiva dei mass media vada contrapposto un atteggiamento serio, responsabile. Attenzione alle notizie sussurrate e spaparanzate e magari assunte come modello per tutto e tutti!
Facebook, Instagram, Yuotube ci danno informazioni, attendibili o false poco importa ma il problema è che a tutto è dato lo stesso spazio e la stessa dignità, e non esiste più l’indispensabile verifica delle fonti.
Gran parte dei nostri giovani di trent’anni vive ancora con i genitori, magari senza lavoro. Gran parte di forze fresche e giovani, il nostro domani non hanno la possibilità di esprimere la loro potenzialità di essere e di donarsi…. Questo amici miei è qualcosa di “pandemici, di suicidario” per noi tutti!
Pensiamoci bene c’è crisi perché la capacità prima di realizzare se stessi, di “pro-gettarsi”, cioè di “gettarsi avanti” oltre il Coronavirus è proiettato ahimè e sconsolatamente a negare il futuro…..
Buona Domenica!

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