…la strada….

stradaMi appresto a salutare oggi la comunità di Mortizzuolo e la Diocesi di Carpi…. Giornata prevedibilmente intensa: emozioni, abbracci, lacrime…. e dal pomeriggio calerà la notte!
La notte non è mai mancata ai credenti, tuttavia da sacerdote, essa sembrava riservata a una élite: ai santi o ai grandi mistici. La notte che introduce alla riflessione alla condivisione. L’esperienza in Emilia, la vicinanza con il Vescovo Francesco con gli amici che non mi hanno mai abbandonato è significato tanto! Condividere un cammino fin dall’inizio significa consultarsi per stabilire la meta, e poi condividere le difficoltà per arrivarci, interrogarsi sui passaggi più difficili e su come attrezzarsi per superarli. Condividere significa fermarsi ogni tanto per scoprire se il cammino si sta facendo, se si cammina spediti o si arranca, se qualcuno è rimasto indietro per strada e se non sia il caso di cambiare il passo. Condividere è pensare che il cammino non è meno importante della meta, soprattutto per chi crede fortemente che la meta è garantita da Dio e che a chi ha più fede tocca spingere gli altri a camminare senza scoraggiamenti. Nella Bibbia una delle immagini più suggestive del cammino è suggerita dal profeta Isaia, al capitolo 40, dice di Dio che aiuta il cammino del suo popolo, cambiando persino la geografia: «ogni valle sia colmata e ogni montagna e collina siano abbassate» (Is 40, 4). Dio si prende cura del cammino non trascurando nessuno….
Ci sono nello stesso capitolo altre immagini che descrivono la cura di Dio per il cammino, che lo descrivono impegnato a dare forza allo stanco e a chiedere di affidarsi a Lui perché Lui possa donare ali come di aquile. Per camminare dunque è necessario che ci sia la certezza della meta, attrezzarsi perché tutti possano essere messi in grado di raggiungerla, avere il coraggio della strada e la fiducia che nessuno sarà abbandonato alla sua stanchezza. Questa è la certezza del mio domani!!!
Per percorrere una strada che spesso appare veramente interrotta da valli che sembrano incolmabili e da montagne che appaiono insuperabili, ci vuole un po’ di coraggio. Il coraggio della strada significa accettarla per quello che è: un luogo dove non sempre le cose funzionano come uno vorrebbe. Non tutti quelli che abitano la strada condividono le stesse attese e le stesse speranze; la strada attira l’attenzione in tanti modi, spesso attraverso i numeri delle statistiche che spiegano che non c’è niente su cui tutti pensano la stessa cosa e che le parole hanno echi diversi in ogni cuore e cultura. Chi è maestro dell’ascolto sulla strada, sia perché ascolta sia perché insegna a farlo, è Gesù.
Gesù, risponde con coraggio e con verità. Si pensa a volte che l’ascolto attento e rispettoso di tutti sia come la manifestazione di una non convinzione, di una mancanza di idee chiare, una debolezza in fondo, dimenticando che la richiesta di essere ascoltati è la sostanza di ogni preghiera e che l’ascolto è un tratto di Dio. Ascolta chi ha il coraggio di farlo, la voglia di accogliere una preghiera e una domanda dell’altro e la generosità per farlo ed è quello che ci auguriamo da oggi in poi….. Buona Giornata!

 

 

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