Quando l’intelligenza di un padre non ci fa rimpiangere i mostri del giornalismo…

debbioPur essendo lontano da Milano, il giorno 2 novembre in un momento di raccoglimento ho ricordato un”mostro” del giornalismo Mario Cervi, personaggio di un’intelligenza unica, un uomo che con tatto, diplomazia, intelligenza ha raccontato la storia del nostro Paese, e che è stato inserito nell’elenco dei grandi al cimitero monumentale di Milano.
Lo conobbi a Bergamo a cavallo degli anni 90, quando invitato ad un’incontro con Raffaele Costa, parlamentare ex Liberale, ci spiegò la necessità di leggere gli eventi, il cambio con un occhio non malato da fantasie velleitarie del nuovo che avanzava….
Che dire? Quali sono i successori di personalità come questa? Feltri? Del Pietro? Porro?
Non saprei….. Di certo un tipo di giornalismo “simpatico” e accattivante, poco urlato e ragionevole è quello rappresentato da Paolo Del Debbio per tante ragioni…..
Una delle quali è senz’altro la capacità di esplorare quello che bolle in pentola…. quella di  aiutare a far ragionare la gente…..
Il suo ultimo libro: Cosa rischiano i nostri figli, ci consegna il ritratto di ciò che sta succedendo nel mondo giovanile, e intelligentemente ne svela come sia rischioso non osservare, ciò che la modernità i social nascondono dietro l’angolo. E l’aspetto che fa onore a questo giornalista è che guarda con l’occhio e con il cuore di papà…. dite poco?
Audace il Paolo Del Debbio…..da buon toscano!
Sorpresa dopo sorpresa, lo stesso autore parla di un Ermanno…..
Sovente l’inventario che compiamo come educatori e genitori delle nuove generazioni ci porta a risultati per nulla incoraggianti. Anzi, decisamente armi e deludenti.
Qui, però come fa l’autore Del Debbio, se dobbiamo evitare il rischio di una presunzione che ci può condurre alle più disastrose conseguenze, dobbiamo pure evitare il rischio opposto: quello della timidezza eccessiva, che ci può chiudere in una squallida prigione di rinunce, senza che mai osiamo sfondare quei muri, e tentare, provare, cercare anche nel mondo invisibile impersonale della rete…
Ha scritto un ragazzo: “Per coloro che sono murati, tutto è muro, anche una porta aperta”. Troppe volte commettiamo lo sbaglio di perdere certe battaglie solo perché non ci sfiora neppure il desiderio di combatterle, come ha fatto Del Debbio.
Ci consideriamo già battuti in partenza. Troppe volte, allora, noi adeguiamo gli ideale, la retta via alle nostre forze, li additiamo alle nostre debolezze. Ecco la tentazione, sottile, diabolica, dell’altezza er all’ampiezza dei nostri ideali. L’audacia a cui faccio riferimento e che ho letto tra le pagine del saggio di Paolo Del Debbio non è in contraddizione con quanto sto dicendo a proposito di realismo. Non so se Paolo sia un cristiano o no (mi pare di capirlo e di intuirlo…), ma quell’audacia di cui delinea nel suo scritto, pone me come cristiano e come educatore nel paradosso proprio cristiano: la lontananza della meta, la durezza della strada e il fascino del traguardo che si vuole raggiungere producono la velocità e la partenza della macchina….anche se parliamo di cose virtuali!
Quasi a ricordarci che Dio non paga le spese per le pantofole e la poltrona anche per padri, madri ed educatori….
Grazie Paolo…. e che Dio ti benedica….Buona Giornata!

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