IL CULTO GRADITO A DIO

“Io detesto, respingo le vostre feste e non gradisco le vostre riunioni; anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco i vostri doni e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo. Lontano da me il frastuono dei tuoi canti: il suono delle tue arpe non posso sentirlo! Piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne”.
[Amos 5,21-24]

Parlavo in un recente incontro con il Prof. Danilo Littaru di Cagliari, del pressante black-out che si assiste tra educatori/genitori e figli/educandi e ci siamo trovati concordi nel constatare che nel settore dell’educazione, occorre inculcare nei giovani, per contrastare i cattivi esempi che vengono dati, il piacere dell’onestà. In campo specificatamente cristiano, poi, è necessario promuovere maggiormente il culto della legalità con fermezza e perfino con intransigenza. Bisogna convincersi che questo è il culto gradito a Dio, prima di ogni altro. Il che vuol dire che la musica più gradita a Dio non è tanto quella che accompagna i nostri canti liturgici, ma è quella del diritto, della giustizia, dell’onestà anche intellettuale che ha il souono melodioso e robusto di un fiume in piena….. Se manca anche civilmente e tra umani la celebrazione del diritto e della giustizia, le nostre belle feste in Chiesa non Gli interessano minimamente, anzi. Costituiscono una indegna e pomposa presa in giro…. Buona Giornata!

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