Educazione e maleducazione…

educazione_fortiSi dà del tu a tutti : “dai del tu a tutti, tranne che al parroco”, era la raccomandazione dei nostri genitori per indicare un comportamento da evitare, sinonimo di maleducazione. Il vocabolo va analizzato: male educato. Le stazioni che hanno in appalto l’educazione, l’istruzione e la formazione si sono frastagliate: la famiglia che troppo spesso deve fare i conti con la crisi di lavoro, la parrocchia che dopo la Cresima li perde per strada (al punto che un prete ha raccontato la barzelletta di come svuotare le chiese, basta cresimare tutti ed è fatta), la scuola che si è rintanata nel suo bunker, attenta a non pestare i piedi fuori dal cortile (e spesso anche nel cortile) per non “invadere” il campo altrui.
Fino a qualche anno fa la stazione che si era appropriata il ruolo educativo prevalente era la tv generalista. Oggi non ha più alcuna rilevanza per i ragazzi e i giovani che la tv non la degnano di uno sguardo….
Sono i social network che fanno informazione e formazione (educazione no, in genere è diseducazione tra insulti gratuiti a man salva e allarmismi montati ad arte). E trovano di tutto, giochi e video di violenza estrema, battute allegre sull’uso di droga e su perversioni sessuali.
La debolezza di noi adulti è che siamo stati sorpresi e scavalcati dalla tecnologia, troppa fatica stare al passo, informarci, rieducarci ai nuovi bisogni, sapere riconoscere le “cattive compagnie” che le nostre mamme sapevano individuare a colpo sicuro e adesso si mimetizzano al punto che i padri, quando i figli arrivano a delinquere (addirittura all’omicidio), cascano dalle nuvole, è un così bravo ragazzo, impossibile sia stato lui.
A noi che, anche come cristiani, volevamo cambiare il mondo, il mondo ci è cambiato senza che ce ne accorgessimo. Impegnati a difendere il nostro piccolo orto, qualche nostra sagrestia non sappiamo nulla di quello che succede di là dalla siepe.
Abbiamo messo in piedi il più grande apparato di controllo (telecamere anche nei cessi) di tutti i tempi a caccia dei ladri. Poi ci troviamo i nostri ragazzi che rubano accendini (e merendine) a man salva, per una bravata. Va bene l’aggiornamento del comune senso del pudore. Ma qui va aggiornato e ridefinito il comune senso della morale.
Senza moralismi stucchevoli, con un linguaggio che penetri la corazza generazionale che si sono creata, nella convinzione che tanto gli adulti (già i trentenni per loro sono tagliati fuori) non capiscono niente del loro mondo che viaggia sulle onde telematiche della globalità virtuale. Ricondurli alla realtà, per brutta che sia, correndo il rischio che la vogliano… migliorare, è la mission, ristabilendo un minimo di connessione tra le stazioni educative che sono sopravvissute al terremoto mediatico, con il buon senso! Buona Giornata!

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