Profeti…

Moses The Prophet and His Staff Cartoon IllustrationIn una società civile e politica dove molta educazione è fatta per “integrare” nell’ovvietà e nel perbenismo più becero, non può esserci certamente posto per il profeta; in una comunità religiosa dove si predica che il cristianesimo non ama avventure, ma ama l’ordine, non può vivere il profeta! Non per niente Macchiavelli affermava che “i sudditi religiosi sono i più sicuri!”, non soltanto per quel mai risolto problema del rapporto tra trono e altare, ma sopratutto per quella incapacità intrinseca della fede di molti credenti di pensare con la propria testa, di obbedire “ragionevolmente”, di amare la libertà dentro la chiesa, di riconoscere appunto, il proprio ruolo di profeta che viene affidato a ciascuno con il battesimo.
Molti cristiani preferiscono rimanere sudditi dell’istituzione ecclesiastica, piuttosto che “concittadini” del regno di Dio. Si voglia o no, il profeta rappresenta una spina nel fianco che genera perplessità, incertezza, presa di distanza, insicurezza.
Egli non è l’uomo del “sopire”, del “politically correct”, come si usa dire oggi, per indicare quell’astuto dosaggio di formule e di alchimie pratiche tese a ridimensionare, a non scorgere i segni del tempo, del nostro tempo….
Ma il nostro mondo le nostre città, le nostre comunità hanno bisogno di spazi e di luoghi, in cui aldilà delle pacche sulle spalle, guardino con occhi vigili, attenti all’indifferenza  e all’insignificanza ormai dilagante….
“Nemo propheta in patria” ???? Buona giornata!

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