Amore come “comandamento”!

Nel discorso di addio, Gesù lascia ai suoi amici un comandamento quello dell’amore. Occorre subito eliminare dal termine “comandamento” ciò che può richiamare alle nostre orecchie un che di negativo, di legale e di costrizione.
Questo comandamento ha tre caratteristiche: è nuovo, lo si vive imitando l’amore di Gesù, esso costituisce il segno distintivo del cristiano di ogni tempo.
È novità: l’odio, la vendetta, la violenza, l’indifferenza, l’egoismo:sono tutte cose vecchie, sorpassate. E’ un chiaro richiamo: soltanto l’amore è nuovo, inedito, capace di creare.
E’ il mai visto che determina la novità! SEMPRE!
È imitazione. È nuovo, non in opposizione all’antico, ma perché pone la persona di Gesù, il suo amore folle verso gli uomini, come esempio dell’amore che deve improntare i rapporti tra di noi. È amore creativo, è risposta più che proposta che prende l’iniziativa, lancia una sfida indipendentemente dagli atteggiamenti altrui. Supera gli atteggiamenti altrui!
È segno contraddistintivo. Il Cristiano non è osservante, uno che va in chiesa, uno che fa del bene, Il cristiano è essenzialmente uno che ama. L’amore diventa la parola chiave, definitiva, del linguaggio cristiano, che altrimenti diventa indecifrabile, ieri come oggi!
È segno visibile, leggibile. Non è vago sentimento, una buona intenzione! Buona domenica e Buona Giornata!

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