La tentazione di sfuggire alle tentazioni…

sostituzione-625832.610x431La quaresima è il tempo che conduce alla Pasqua fra 40 giorni celebreremo la domenica delle Palme e l’inizio della Settimana Santa. Quando sentiamo la parola quaresima pensiamo ai 40 giorni prima della Pasqua. Ma la quaresima, più che un tempo fissato, è una dimensione della vita. Per gli antichi uno uomo era veramente morto quaranta giorni dopo il decesso. Per la Bibbia, quaranta indica un temono di passaggio.
Quaranta diviene il simbolo, la cifra del tempo necessario perché avvenga una trasformazione, un passaggio perché si compia qualcosa.
In quest’ottica, per quaresima, allora, non si intendono solo i 40 giorni prima della Pasqua, ma ogni tempo in cui tu cammini, cresci, fatichi, lavori, piangi, sudi, t’arrabbi, e magari imprechi, fino ad arrivare ad una nuova meta. Se tu, se io se noi compivamo la nostra quaresima, il nostro passaggio, arriva la Pasqua. Ogni Pasqua, ogni conquista, ogni traguardo, ogni realtà bella, felice, armoniosa e profonda, è preceduta dalla sua quaresima. Il Vangelo di oggi, parlando delle tentazioni di Gesù: modello di ogni tentazione. Pensate Gesù ha appena ricevuto il battesimo e sente brutta la forza di Dio. Proprio quando si sente così forte, proprio quando è “pieno di Spirito Santo” arriva la tentazione. Anzi, è lo stesso Spirito che lo conduce nel deserto.
Se Dio ti ama ti conduce nel luogo della tentazione.
La tentazioni cari amici rappresentano e sono il momento “massimo” di libertà. Riflettiamo: Gesù non è stato costretto a compiere la sua missione, l’ha voluta.
Avrebbe potuto agire diversamente; avrebbe potuto dire di no; era libero di rifiutare.
Nel deserto, Gesù esercita la libertà e dice “no” ad un modo di vivere e “sì” ad un altro.
Questo vangelo ci vuol dire che non fu impresa semplice neanche per lui, che anche lui subì il fascino del potere e l’attrazione di usare per sé e per la propria immagine tutto il suo carisma. Il Vangelo dice che Gesù è spinto nel deserto. Perché?
Perché nel deserto sei solo e non c’è nessun altro. Nel deserto sei solo e con quello che sei veramente. Allora lì emerge per davvero quello che hai dentro. Nel deserto Gesù digiuna. Noi non capiamo più il senso profondo del digiuno e per questo non lo pratichiamo.
Il digiuno non è solamente non mangiare carne o sacrificarsi per chissà cosa. Il digiuno è questione di cercare, coltivare apprendere la verità su sé.
Noi siamo pieni, zeppi di anestetici che sedano le nostre voci interne. Ci buttiamo: nel lavoro, per non comprendere l’utilità del pensare, ci riempiamo di cibo per non percepire la fama d’amore, in casa non facciamo altro che sistemare sempre e di continuo tutto, per mitigare, abbagliare e nascondere i nostri tanti disordini. Abbiamo bisogno di parlare sempre e siamo un fiume in piena e dilagante, per zittire le urla che abbiamo dentro.
Quando digiuni da tutto questo ti metti di fronte a te stesso nella tua nudità. Allora tutti i mostri che hai dentro vengono fuori e sembrano sbranarti. Quando digiuni, quando cioè non puoi più nasconderti, allora e solo allora sei di fronte a te stesso nelle tue verità.
Satana gioca sull’illusione della realtà. Satana, il male, cerca sempre di distaccarci dalla nostra realtà e di evadere. Cerca di insinuare il dubbio che “se” fossi diverso, se fossi un altro, allora si che andrebbe bene. Satana ti mostra i miraggi. Il miraggio è vedere quello che non esiste, è il sospetto, l’insinuare il dubbio, è l’usare le persone per i propri porcacci comodi. Il diavolo fa così: ti fa vedere una cosa con il miraggio, e tu la rincorri. Ma siccome è un miraggio non la raggiungerai mai. Se non sei felice oggi, nulla domani ti farà felice. Perché la vita non è una questione di cosa si ha, ma di quanto la si può gustare e sentire. Le tre tentazioni riportare da Lc sono la sintesi di tutte le tentazioni. Guardiamo anche a ciò che succede nella nostra comunità.
La prima tentazione è: “Tutto in funzione mia”.“Trasforma questa pietra in pane”. La prima tentazione riguarda il godere: utilizzo gli altri per me, li asservo per i miei scopi. Utilizzo cioè tutto ciò che c’è attorno a te per te per i tuoi scopi, le tue necessità e per la tua realizzazione.
La seconda tentazione: “Tutto o tutti in pugno”. “Se ti inginocchi tutto sarà tuo”. La seconda tentazione riguarda il possesso. Possiedo cioè controllo gli altri e le mie emozioni. Siccome tutti noi sperimentiamo e riconosciamo la nostra debolezza e la nostra fragilità, allora tentiamo di evitare e di nascondere la nostra vulnerabilità, il nostro essere feriti, la nostra debolezza.
La terza tentazione: “Posso tutto”. “Buttati giù dal pinnacolo perché gli angeli ti sosteranno. La terza tentazione riguarda la potenza, il credere di poter far tutto. La terza tentazione è una tentazione tipicamente religiosa: Dio viene usato per i miei scopi oppure mi sento Dio.
Ma la più grande tentazione è quella di fuggire la tentazione, di evitarci ciò che ci è difficile. Sembra una soluzione ma non lo è…..
Buona Domenica!

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