Angeli e Maria….

riposo-spiritoÈ sempre piacevole ed emozionante entrare nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi e pensare, frasi coinvolgere come il poverello di Assisi in quel luogo dedicato alla Madonna possa aver legato, percepito la Mamma celeste come Regina degli Angeli, oltre che Regina di Misericordia.
Gli Angeli, l’Angelo ci porta alla nostra attenzione un aspetto non trascurabile. La Madonna come modello. Prima di parlare di incoronazione, preferirei usare un altro termine che mi lega all’attività che svolgo alla Congregazione alla Causa dei Santi: canonizzazione. E naturalmente, questa solenne canonizzazione, l’ha riservata a sé. Lui, Gesù deve canonizzare la Madre!
Lui intende riconoscere e proclamare, anche attraverso gli Angeli, la grandezza. Lui si incarica di offrirci la propria Madre come modello ineguagliabile di Santità. Non illudiamoci. La Madonna non ci viene concessa all’ammirazione, ma proposta per l’imitazione. Non si tratta, perciò di sgranare una litania di “oh”!!
Di meraviglia: “Come è grande la Madre del Signore!”
Si tratta, piuttosto, di sentirla vicino a noi e convincerci che la sua strada può e deve essere la nostra strada. Maria non è come un’alpinista che raggiunge una vetta ai limiti dell’impossibile, e noi ci accontentiamo di rimanere sbalorditi di fronte ad un’impresa che non ci riguarda e che comunque rimane fuori dalla nostra portata. Lei è la creatura che documenta come “nulla è impossibile a Dio”, e quindi anche il cammino più duro, le esigenze più radicali, i paradossi più impegnativi sono alla nostra portata. Non possiamo cavarcela da furbacchioni festeggiando Maria “regina del cielo e della terra, nella gloria degli angeli e dei santi”.
Festeggiando lei, festeggiamo il rischio della nostra vocazione, il ruolo che assumiamo nella realizzazione del progetto di Dio.
Il Figlio che “canonizza” la Madre riconosce che lei non ha deluso le attese, non ha scavato tra la chiamata e la risposta. Riconosce che nella sua vita non c’è stata sfasatura tra il compito assegnato e la realizzazione, ta l’immagine e la rassomiglianza. Meditare e pensare questo mistero significa perciò scoprire ciò che siamo, ciò che possiamo e dobbiamo essere. Significa renderci conto che Dio non si accontenta della caricatura…
Allora più che la corona in testa, riesco ad immaginare un velo che viene tolto. Sì, per me l’incoronazione della Vergine è Dio che finalmente toglie il velo. Durante la sua esistenza terrena, soltanto in qualche rara occasione si era sollevato quel velo, sempre però parzialmente e per un breve istante. Poi lei era tornata al suo posto: in disparte, nell’ombra, nel silenzio. Aveva scelto l’oscurità. Rifuggiva dalla platea, dall’apparire in primo piano. Discrezione, anonimato, svuotamento di sé. Il tutto nella gioia. E scopriamo che la piccolezza diventa grandezza. La serva si trasforma in regina. L’abbassamento si traduce in innalzamento nella gloria. Il “nulla” consegue il “tutto”.
Non basta dire “grandezza della Madonna”, occorre comprendere che questa grandezza è stata costruita con “i materiali di scarto” del mondo. Ciò che nel mondo è trascurato, calpestato, irriso, squalificato, non considerato, non riconosciuto concorre a formare la grandezza unica della Regina.
Dunque viene tolto il velo e appare, in piena evidenza, il rovesciamento, il ribaltamento totale dei valori e dei criteri di grandezza umani. Abbiamo la consacrazione della povertà, della debolezza, del servizio umile, di una vita donata, di una realtà disprezzata. Maria incoronata Regina, ossia la donna vestita di luce, ci obbliga a rimisurare i nostri criteri di valutazione delle cose e delle persone.
Il velo, in fondo, è colpa nostra. È la nostra incapacità a vedere e giudicare dal punto di vista di Dio. la nostra ostinazione a seguire le mentalità e le mode degli uomini, invece di accertare le preferenze del Signore.
Pare che Lui il Figlio indicandoci sua Madre in questo breve ma intenso pellegrinaggio ci ricordi la parola di Dio proclamata nel primo libro di Samuele capito 16 versetto 7: “…Io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”….. Buona Giornata!

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