“Il sacramento” del sorriso…

medjugorieIn Maria percepiamo spesso e sovente l’aspetto della Madre sofferente, della Madre provvidente che conscia della missione a Lei affidata sin dal momento del suo sì. Un aspetto duro, di sofferenza percepita, preannunciata e questo aspetto ci può togliere la voglia, il coraggio di percepire l’aspetto buono, allegro e gioioso di Madre e di donna.
Sovente mi sorprendo a immaginare quale deve essere stato il sorriso di Maria. E questo non posso comunicarlo a chi mi sta accanto, perché ciascuno deve possedere sufficiente fantasia per immaginarlo. Comunque, Maria di Nazareth ci avverte che c’è sorriso e sorriso. Infatti, lo sappiamo benissimo, si vedono in giro solo sorrisi artificiali, ingannevoli, esibiti per convenienza. Sorrisi distribuiti per un senso del dovere con qualche contraddizione palese. Sorrisi agghiaccianti. Sorrisi devoti che danno sul melenso.Certi sorrisi richiamano l’idea della morte. Sono quanto di più macabro si conosca, sembrano il ghigno di un teschio. La Madonna ci avverte che ci sono anche sorrisi minacciosi. Shakespeare, ha detto che si può ammazzare una persona con un sorriso. E comunque, detto poi da me che ne sono esperto, il sorriso non s’improvvisa. È un’arte che esige un lungo apprendistato. Il sorriso bisogna costruirlo pazientemente, faticosamente. Con che cosa? Prima di tutto, con l’equilibrio interiore, con la fedeltà a se stessi. Con la pace e la serenità dell’anima. Una persona amareggiata non sa sorridere, né lo vuole fare…Con la semplicità che vuol dire unificazione della propria vita, riduzione all’essenziale. Con un amore senza frontiere. Chi ama molto, sorride facilmente. E la Madonna ha amato più di ogni creatura. E poi con la capacità di dimenticarsi, l’orgoglioso non riesce a sorridere. Si tratta di scordare anche i propri guai, mettere a tacere i propri affanni, deporre i propri crucci. Il sorriso non lo si costruisce facendo delle smorfie davanti allo specchio. Il risultato, in tal caso, sarebbe la maschera, non il sorriso. Il sorriso non è appiccicato alla faccia. Ma è la luminosità stessa di un volto vero. La sorgente del sorriso è dentro come espressione della gioia è dentro, in profondità.
Ogni parola che esce dalla nostra bocca dovrebbe essere impregnata, oserei dire profumata, di sorriso. La verità è seria, ma sorridente al tempo stesso. La verità ha paura sia della noia che della tristezza. Il sorriso come quello di Maria di Nazareth è qualcosa della trasparenza di Dio. Diceva Indro Montanelli: “La vita è come il pane: con il trascorrere del tempo diventa più dura, ma quanto meno ne resta tanto più la si apprezza”. E anche quando il panorama che si presenta davanti ai nostri occhi risulta piuttosto piatto e perfino squallido, in esso non manca mai almeno un elemento, una scheggia di gioia, sia pure avvolta di una crosta grigia, che giustifichi un apprezzamento. Buona Giornata

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