Decidere….

Gesù sa di avere un certo tipo di impatto sulla gente; sa di essere sulla bocca delle persone, sa che si parla di lui.  Chi dice la gente che io sia? A questa domanda si risponde ciò che si sa, ciò che si è imparato al catechismo, ciò che ci è stato trasmesso. Chi di noi non sa chi è Gesù?
Chiesa, catechismo, suore preti, catechisti ci hanno raccontato chi è Gesù. Tutte cose buone, ma la fede non nasce da quello che ci hanno tramandato e insegnato. Si può tranquillamente essere cristiani, ma non discepoli di Gesù. Gesù approfondisce la domanda:  “E voi, chi dite che io sia?” E tu che dici? Chi sono io per te?
Viene il momento in cui tutto ciò che hai imparato e che so non conta più niente perché l’unica cosa che conta è la mia risposta, e nessuno può darla a posto mio. Nelle questioni essenziali della vita siamo sempre soli, soli con noi stessi e con le nostre decisioni prese o rimandate.
Questo è il momento in cui Pietro si è deciso per il Signore. Pietro ha percepito, ha sentito che lì, a suo fianco, c’era la vita, c’era il sapore della vita, e si è deciso in tal senso. Da questo momento in poi, pur facendo degli errori non da poco (il rinnegamento per tre volte) non ritornerà più indietro su questa decisone.
Pietro ha deciso.
Decidere è convogliare la nostra forza e le nostre scelte verso un obbiettivo. De-cidere vuol dire proprio tagliare, tagliare via, far accedere”. Decidere è tagliare l’albero, una volta caduto, tagliato, non si può più tornare indietro.
Le decisioni dirigono, sono le svolte della nostra vita. Le nostre decisioni trasformano il caso in destino. Con il mio decidere inizio a costruire la mia vita.  Molte persone dicono: “Ah se avessi più tempo per me! Ah se avessi più tempo per stare con i miei figli, con la mia sposa con il mio sposo” Decidersi è dire sì a qualcosa e dire no a qualcos’altro. La decisone implica sempre una rinuncia. Molte persone desiderano ma non decidono. Ma desiderare una cosa non è vo0lerla. Desiderare è “come mi piacerebbe”, volerla pè “la faccio”.
Nelle tante esperienze di voi fratelli miei ho potuto sperimentare quella che tra di noi chiamiamo “la sindrome del Niagara”: si buttano nel fiume (che è la vita) e da lui si lasciano trasporatre. Remano un sacco e poiché faticano molto credono di prendere molte decisioni. Ma vanno dove va la corrente, non prendono mai la decisone di uscire fuori dal fiume. Poi un giorno, lungo il fiume sentono un fragore d’acqua e si rendono conto di stare a trenta metri dalle cascate del Niagara. Allora dicono “accidenti, che sfortuna”, ma è troppo tardi e il tonfo, il fallimento fisico, spirituale, emotivo è inevitabile. Non è che sei sfortunato, E’ che non hai scelto, non ti sei mai deciso Il Matrimonio carissimi lo abbiamo ripetuto più volte è una decisione.
Anche Gesù aveva fatto la sua scelta: “DIO”. E aveva deciso, per la sua vita, di andare a Gerusalemme. Gesù abbiamo ascoltato dice ai suoi: “vado fino in fondo” Non posso cambiare il mondo e instaurare il regno, ma voglio essere fedele a me stesso, a ciò in cui credo e a ciò che vivo. Questo comporterà pericolo, lotta. Scontro e perfino la morte.
Il versetto successivo a questo vangelo dice: “A che serve all’uomo guadagnarsi il mondo intero se poi perde la propria vita” è la legge della vita: se tu vuoi salvare, cioè cristallizzare, fermare, immobilizzare la vita, il tuo matrimonio, la perdi. Se tu vuoi cambiare salvare nel senso di fermare, restare sempre così la tua vita muori, perché la vita va. La vita difficoltosa o no non si può fermare, non ci si può attaccare né ai ricordi né all’idee. Gesù dovrà dire a Pietro “Vai dietro”, Pietro vuole fermare Gesù, ma lui dirà: “Chi mi vuole seguire deve dire no a quell’atteggiamento naturale dell’uomo, che vorrebbe fermare le c ose; chi mi vuole seguire deve mettere in gioco le proprie idee, le proprie acquisizioni e seguire Gesù Il Signore della vita la dove ci vuole portare.
Usciamo convinti di decidere il bene per noi, cambia prospettiva, idea, non attaccarti al risentimento al dolore e apriti alla vita. La vita va, diviene, e nel momento esatto in cui tu blocchi questo scorrere, inizi a morire. L’acqua che stagna non si può bere; è solo l’acqua che scorre che ti può dissetare…. Buona Domenica e Buona giornata!

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