Azione…..

percheMarco nel suo vangelo, non può che esser ironico dice infatti tra le righe: “C’è molta più fede a volte tra chi non crede piuttosto che nei religiosi”. La religione è la pratica di pietà, ma la fede è ciò che tu vivi dentro, la fiducia che hai nella vita, la Vita che scorre dentro di te e l’amore che pulsa nella tua pelle. È incredibile la libertà di Gesù, una libertà alla quale anche noi moderni dovremmo attingere: non si faceva impressionare da niente. Quelle che le persone erano, i loro titoli, non aveva nessun influsso su di lui. A Gesù che fossero i sacerdoti del tempo, non interessava nulla. Un esempio a cui attingere.Quanto più ti lasci impressionare dal ruolo tanto più ti senti inferiore a attribuisce potere a quella persona. Gesù non aveva gli occhi al laser per cui poteva capire, leggere, vedere sapere quello che c’era dentro le persone. Aveva però la consapevolezza profonda per cui riusciva a sentire a percepire le persone che incontrava. Ma anche lui poteva farsi un’idea errata, e qui accade.
Anche a Gesù è successo quello che succede a noi: si dice spesso “la prima impressione è quella giusta”. Ma chi l’ha detto? La prima impressione bella o brutta è la prima impressione punto e basta. A volta capiamo molto altre poco. È meraviglioso che anche Gesù abbia dovuto imparare da questa donna. Una volta noi pensavamo che Gesù sapesse già tutto. Aveva in testa l’enciclopedia Treccani e aveva quindi tutte le risposte a tutte le domande. . perché lui aveva la scienza infusa, ma invece non fu così. Anche Lui come uomo imparava da sua madre, da suo padre dalla sua gente.
Bell’insegnamento per ciascuno di noi discepoli o supposti tali. Discepolo vuol dire colui che impara. Impara da tutto e da ogni cosa. Imparare vuol dire esser cristiani, esser discepoli del signore che tramite la Vita ci insegna. “E cosa devo imparare?” “Da tutto!”. Guarda le persone, le situazioni e osserva invece di giudicarle guardale, conoscile e impara! Imparare vuol, dire spostare i limiti delle nostre idee e quindi diventare diversi. E se voglio rimanere sempre lo stesso, cercherò di non imparare niente! Questa è il vero dramma! Il vangelo racconta di questo incontro con il sordomuto. Chi è sordo, è sempre muto (interiormente parlando): solo se mi sento posso esprimere qualcosa di me. Non si può esprimere quello che non si sente.
A Gesù portano un sordomuto e lo pregano di toccarlo Ancora una volta i pagani hanno più fede dei religiosi ebrei. Allora, anche se non credo nella Chiesa, anche se ho ho avuto rapporti difficili, anche se ho avuto esperienze negative, Gesù mi può guarire. Se mi avvicino e mi fido di Lui, Lui può cambiare la mia vita. Non devo aver pregiudizi o diffidenze. Gesù mi salva, mi guarisce non perché sono cristiano, ma perché Lui mi ama. Osserviamo cosa fa Gesù, perché ogni particolare, ogni dettaglio condensa un tempo molto più prolungato dell’attimo a cui si riferisce.
Innanzitutto lo portano : spesso sei così sordo. Così ostruito, così prevenuto che certe situazioni proprio non le senti non te ne rendi conto, allora è importante chg3 gli altri ci aiutino. Gesù prende il sordomuto e che fa? Cosa prima porta l’uomo lontano dalla folla. La folla è il giudizio delle persone che ti sono vicine e che magari tu ami. Finché tu sei attaccato al loro giudizio, non puoi guarire. La folla è quella cosa che hai dentro, per cui quando devi fare una scelta e seguire ciò che tu senti, vuoi e desideri, ti frena perché sai che non sari approvato, sai che qualcuno non sarà contento, sai che attirerai le ire di qualcuno e sari rifiutato. La folla è tremenda, ha un potere enorme perché noi, e non a torto, siamo attirati dalla maggioranza. Ciò che fa la maggioranza è la cosa giusta, poiché se lo fan tutti dev’essere certamente giusto. Il trattamento di Gesù con il sordomuto avviene a più riprese. Deve mettergli le dita negl’orecchi, cioè deve togliere i tappi che gli impediscono di sentire. Se non senti stai male, come fai a guarire? Se non senti la tua insoddisfazione come fai a toglierla? Se non senti il tuo dolore, come fai a farlo uscire? Se non senti che stai morendo a piccole dosi, come puoi vivere? E poi Gesù gli tocca con la saliva la lingua. Deve insegnargli a parlare, ad esprimersi a dirsi. Gesù gli dice: “Devi tirare fuori quello che hai dentro” Devi dare un nome a ciò che provi. Deevi definire la tua gioia, la tua rabbia per tornare a vivere. Poi Gesù guarda il cielo e comanda: “Apriti”. Apriti non è un comando diretto agli organi ma all’uomo. Gesù lo scuote, lo strattona, L’apertura è una dimensione della vita. Aprirsi vuol dire far entrare e incontrare il nuovo. Noi, ogni giorno, ci apriamo, aprirsi è vivere, chiudersi è morire. C’è una frase che dovremmo ripetere più volte al giorno: “E perché no?”. Di fronte ad una nuova esperienza, a un’idea ad un incontro nuovo prima di rifiutarlo chiediamoci “E perché no?”. Se rimani aperto, la Vita ti entrerà e ti colmerà di se: “Io sto alla porta e busso dice un passo dell’apocalisse: aprigli! Se non ti apri, chi ti può conoscere? Se non ti apri chi ti può amare? Buona Domenica

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