Rimanere ….in ascolto!

bimboDio e gli idoli, la Parola e le parole. Il linguaggio duro e le soluzioni di comodità. E’ più facile certamente bivaccare in una zona neutrale, bighellonare in una terra di nessuno. Impegnarci, ma non troppo, far coabitare, mettere insieme, adottare una soluzione di compromesso. Siamo specialisti, nel conciliare realtà inconciliabili. Ma non possiamo eludere certe scadenze. Bisogna gettare la maschera e dire da che parte stiamo. La fede è sempre compromettente. Quali i criteri che dovrebbero imporsi sulle scelte da fare?
Un primo criterio fondamentale:  Dio non è  mai “conveniente”. Generalmente le nostre scelte ubbidiscono a calcoli interessati, valutiamo i vantaggi e gli svantaggi la convenienza o meno.Le domande che ci poniamo sono sempre di questo tipo: che ne ricavo? Che cosa posso aspettarmi? Ne vale la pena?
Beh trattandosi di Dio, bisogna riconoscere che la scelta non è per nulla conveniente in base a criteri opportunistici, sovente appare addirittura irragionevole.
Con lui non si combinano buoni affari, con lui non si ottengono privilegi, onori, non si diventa importanti, non si fa’ carriera, da Dio possiamo aspettarci la croce, l’ultimo posto, il servizio, la “perdita”.
Un secondo criterio: non possono essere accettate parole di breve durata.
Troppo spesso le nostre scelte sono di corto respiro, miopi, all’insegna della provvisorietà. Siamo abituati nel moltiplicare le clausole liberatorie, le eccezioni, concederci scappatoie, inventare pretesti per non onorare le promesse. Disposti ad impegnarci, ma fino a un certo punto. Capaci di pagare il prezzo, purchè non si riveli poi eccessivo. Con Dio l’investimento non può mai essere a breve termine, occorre addirittura puntare all’eterno: Tu hai parole di vita eterna”.
Terzo criterio: quando ci si è decisi, tante cose restano ancora da decidere. Dopo la decisione iniziale, ne seguono inevitabilmente tante altre. Non illudiamoci di aver deciso una volta per tutte. La decisione iniziale introduce ad altre decisioni conseguenti alla prima, e spesso sono assai più costose della prima. Non crediamo che la faccenda sia sistemata una volta per tutte. La fedeltà è un sì tenuto fermo da tanti no.
Insomma, e in parole povere: per il cristiano il contrario di andarsene, non è rimanere, l’alternativa non è tra andarsene o restare, ma rimanere per seguire. La fedeltà non può essere ridotta a semplice “rimanere”, non è soltanto questione di permanenza. La fedeltà è qualcosa di dinamico, è una realtà in movimento, è progresso, è cercare, inventare, scoprire, stupirsi, sorprendere, La fedeltà non è catena, corda al collo, è libertà ieri come oggi vissuta nella concretezza, nella peculiarità di ciascuno di noi… che Maria Santissima ci aiuti in questa fedeltà… Buona giornata e buona settimana!

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