LA NOSTRA VOCAZIONE

Logo Notizie CarpiRiflettendo sulla nostra vocazione, laica o religiosa poco importa, se c’è un sentimento che nasce spontaneo e ingigantisce a misura che gettiamo lo sguardo in profondità, questo è proprio lo stupore. Stupore che sconfina con lo sbalordImento per questa scelta.
Intendiamoci bene: scelta da parte di Dio, non da parte nostra. “Non siete voi che avete scelto Me, ma sono stato Io a scegliere voi”.
La vocazione s’inserisce nella trama dell’amore divino che ha come caratteristica peculiare l’assoluta gratuità. E’ vero che la chia- mata di Dio non annulla la nostra libertà, per cui siamo liberi di rispondere oppure rifiutarci, di arrenderci oppure fuggire. E’ vero che alla scelta da parte di Dio deve corrispondere una scelta da parte nostra. Però è evidente che la nostra scelta rappresenta una risposta a una iniziativa personale di Dio. E’ sempre Lui che assume l’iniziativa.
Ma torniamo allo stupore di cui dicevamo poc’anzi. Perché questa scelta è caduta proprio su di noi? Per la nostra intelligenza? Per la nostra bontà? Per le nostre doti? Per la nostra generosità?
Via, è da sciocchi e da presuntuosi farsi illusioni a questo riguardo. Se fosse per i motivi accennati, Dio senz’altro avrebbe bussato a ben altre porte…
E invece ha bussato, e continua a bussare alla porta di ciascuno di noi. Perché? San Paolo ci può illuminare: “Ciò invece che è stolto per il mondo, Dio lo scelse…; e ciò che per il mondo è debole, Dio lo scelse…; scelse ciò che per il mondo non ha nobiltà e valore, ciò che non esiste, per ridurre al nulla ciò che esiste, affinché nessuna creatura possa vantarsi davanti a Dio” [1 Cor 1,27-29].
Credo che, così, vengano spazzati via tutti gli equivoci e tutte le illusioni. Non è questione della nostra dignità. D’altra parte, sarà sufficiente dare una scorsa al Vangelo, e fermar- si, ad esempio, su una donna come la Samaritana, che diventa “ambasciatrice” presso i propri concittadini.

I motivi della “scelta” vanno ricercati unicamente nella libera iniziativa da parte di Dio, nei Suoi “gusti” così diversi dai nostri, nell’assoluta gratuità del Suo amore. Il motivo dell’amore non è in noi, ma in Lui. E, allora, siamo già in grado di tirare qualche conclusione: Dio non ci ha chiamati e non ci chiama perché ha trovato in noi qualche va- lore. Ma acquistiamo valore perché Lui ci ha chiamati e ci chiama. Non ci ha scelti neppure perché eravamo più o meno buoni. Ma siamo più o meno buoni perché Lui ci ha amati e ci ha scelti. Inutile domandargli, come ci è solito fare, perché ha posato proprio su di noi gli occhi, nonostante non avessimo proprio nulla che potesse attirare il suo sguardo.
A Dio non si chiedono mai spiegazioni. Il mistero della sua scelta nei nostri riguardi rientra nel mistero immenso del suo amore per il mondo.
Riconoscenza. E anche senso di sicurezza. Sicurezza, naturalmente, per il fatto che l’amore di Dio non viene mai meno. Dio è fedele, è tenace, paziente, ostinato nel suo amore per noi.
Quale responsabilità da parte nostra, di fronte a questa incredibile “pazzia” di Dio che ci ha scelti, e ci sceglie e continua ad amarci tenacemente, nonostante tutto!
Quando c’è di mezzo il nostro io, la nostra vocazione cristiana, da laici o religiosi, si risolve, presto o tardi, in una rinuncia ai grandi ideali ai quali dobbiamo fare continuamente riferimento. Solo quando c’è Dio, e gli permettiamo di esserci, ci salviamo da ogni e qualsivoglia fallimento. BUONA GIORNATA

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