Guarigione…

C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava il discorso di Paolo e questi, fissandolo con lo sguardo e notando che aveva fede di esser risanato, disse a gran voce: «Alzati diritto in piedi!». Egli fece un balzo e si mise a camminare.
[Atti degli Apostoli 14,8-10].

riposo-spiritoDa molte parti, specie in ambienti lontani dalle nostre città, si guarda con molta diffidenza, che diventa paura circa la guarigione, circa il riposo nello spirito…
In realtà la vera conversione, sia o no stimolata dalla spiritualità carismatica, consiste nell’accettare di essere salvati da Gesù, e in primo luogo nell’accettare di essere toccati da Gesù. Insieme a questa accettazione, che comporta evidentemente un aspetto di passività, c’è anche la determinazione a cambiare vita, perché essa divenga una testimonianza. Non dimentichiamo mai che, nella Chiesa primitiva delle origini, uno dei due modi migliori dei cristiani avevano trovato per evangelizzare consisteva nel riunirsi, nel raggrupparsi in comunità, e nell’imparare a vivere da fratelli, nell’imparare a vivere secondo le Parole di Dio. E la trasformazione della loro vita, e i cambiamenti visibili della loro vita, facevano sì che la gente esclamasse: “Guardate come si amano”, dicendo queste parole i pagani sentivano come una ferita al cuore, una ferita profonda.
Molte persone, nella nostra Chiesa, sono infastiditi dai segni, perché pensano che a volte vi sia troppo spazio al sensazionale, troppo spettacolarità. Tuttavia a voler ben guardare, un segno è uno spettacolo, il che significa, nel senso più forte del termine spettacolo, che si tratta di qualcosa a cui si assiste, che si può vedere, toccare, e di cui occorre comprendere il significato anche se qualcuno avrebbe voglia di dire a Dio: “Crederemmo più facilmente in te se tu non compissi dei segni in mezzo a noi”. Non è affatto in accordo con la saggezza di Dio rinunciare alla dinamica dei segni. fra cui quello della guarigione o della liberazione.
Si voglia o no abbiamo bisogno di segni. Non è affatto una vergogna dirlo, perché Dio lo sa e lui stesso lo riconosce nella sua saggezza. I segni non sono legati alla bravura o meno di un sacerdote, ma sono doni che ci vengono dati per mostrarci il cammino. Vengono dati sia a persone bisognose, malate, disturbate che a coloro che li vedono per aprire un cammino, per mostrare Gesù. I segni non provano niente in se stessi, e sopratutto non provano la santità, o la stoltezza di chi esercita il ministero, non provano neppure che questo ministro possiede un “potere”, questo potere esiste solo nello Spirito Santo. Buona Giornata

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