Obbedienza e disobbedienza!

obbedienzaFà specie notare che anche il lebbroso guarito da Gesù, come ci narra oggi il Vangelo, nonostante sia stato riguardato dal Maestro ad “obbedire” questo non lo faccia L’obbedienza, o meglio la disobbedienza del lebbroso è per così dire una disobbedienza, che rende giustizia alla potenza di Gesù.
Ma c’è anche un’obbedienza che rende schiavi. Se facciamo attenzione, vediamo che noi spesso pratichiamo certe obbedienze che sono pericolose, che invece di farci star meglio, di renderci liberi, ci rendono schiavi. Per esempio l’obbedienza alla moda. Non penso solo al modo di vestire. Ci sono le mode anche nel modo di pensare e di fare: una certa cosa che fanno tutti la devo fare anche io. Sono mode che non nascono a caso: c’è qualcuno che vuole vendere prodotti, vuole guidare la società, vuole renderla misteriosamente sempre più ingiusta, vuole guadagnarci. E noi da consumatori facciamo come i polli e le galline: becchiamo dove ci mettono il mangime. Se poi il mangime è buono o cattivo lo vedremo dopo, a rischio di scoppiare.
C’è poi l’obbedienza alle paure. Quante volte siamo schiavi delle nostre paure. Quelle collettive: finirà il mondo? Che succederà? E allora mettiamo gli allarmi, i cani lupo e chissà quante altre difese alle case, facendo crescere diffidenza e scoraggiamento. Ubbidiamo, cioè, a un modo di seminare sfiducia, che in realtà spesso non ha motivo di esistere. Ma poi c’è un’altra falsa obbedienza, molto sottile: l’obbedienza al mio istinto, ai miei sentimenti. Ma come? Io devo fare quello che sento, quello che gusto, quello che mi piace. Siamo sicuri che quello che mi piace mi fa bene? E che fa bene anche agli altri? È il vero bene? Quante volte ubbidiamo al capriccio e non alla verità che ci salva. Sembriamo liberi, ma in realtà siamo schiavi. Schiavi di noi stessi, schiavi del mondo, schiavi anche del male e del peccato. La vera obbedienza, che ci rende definitivamente liberi, viene Gesù. Che cosa fa Gesù per liberarci? Ci dice forse «ubbiditemi, chiudete la bocca, fate quello che dico io, lasciatemi fare»? Un po’ ci ordina, certo, ci comanda, ci insegna. La volontà di Dio è la fonte della nostra libertà. Quante volte anche qui, possiamo però fare confusione. C’è un proverbio che dice: «Non cade foglia che Dio non voglia». Attenti a come usiamo questo proverbio!, mi fido della comunità, mi confronto con i fratelli e insieme siamo la Chiesa. Buona domenica!

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