La Verità prima di tutto….

 informazioneIl giornale ha detto…”, “il tal giornalista ha scritto….”. Non passa giorno che non siamo bombardati dalla esasperata ricerca e denuncia di violazioni, di doveri, di leggi, di diritti, e quant’altro. Il male fa notizia, e così notizia dopo notizia, va crescendo il senso di sfiducia generale verso l’uomo, la società, verso la stessa Chiesa e le istituzioni. Prevale il “negativo”, va e deve essere evidenziato ciò che “manca”, ciò che, secondo la prassi “dovrebbe essere”. E via via di questo passo si sta smarrendo la verità profonda dell’uomo, quella che abita dentro ognuno di noi, che diventa il criterio che ispira il nostro agire e i nostri comportamenti prima ancora delle leggi. Sembra che la verità del nostro essere e agire sia fuori di noi, che a dettarla sia la “legge” fuori di noi, quella scritta nella carta…esterna a noi. Cosicché la nostra verità è solo quella “giuridica”, definita dal legislatore e dal giudice di turno. Mancando ogni riferimento personale, autentico, tutto è affidato a elementi esteriori a noi: costituzione, leggi, disposizioni, decreti, applicazioni, sentenze, forze dell’ordine, multe, punizioni, castighi, pene. E di fronte a tutti questi elementi coercitivi esteriori ognuno si difende attraverso il nascondere, il negare, l’ingannare. E la grande attività di forze dell’ordine, magistrati, giornalisti, indagini diventa quella di scoprire inganni e violazioni e di comminare sanzioni. La vita sociale diventa quindi un continuo gioco tra ladri e guardie: o sei uno o sei l’altro o sei sia l’uno che l’altro. Ecco allora che il tema indicato dal Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2018 risulta più che mai attuale: “La verità vi farà liberi’ (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace”. Bisognerà interrogarci davvero se non sia necessario coltivare “la verità che abita all’interno dell’uomo”, simbolicamente adottata dal nostro settimanale con il tema della Campagna abbonamenti: “Accogli la Verità parola di Vita!”. Una Verità che si fa spazio nel suo intimo, e che sola può essere sua guida e custodia limpida e sicura. Dove non c’è amore permane sempre la contrapposizione tra il particolare (il proprio interesse e tornaconto) e l’universale (il bene di tutti, la rettitudine, la giustizia). Ad ognuno che assume il compito di guida e di cura del bene comune, anche e soprattutto nell’ambito della comunicazione, è richiesta coerenza con quanto chiede ai suoi, in casa, nella Chiesa, in politica. Solo l’amore autentico garantisce l’agire trasparente, il raccontare, il documentare che elimina gli inganni e i sotterfugi, che altrimenti possono permanere, generando fake news… Buona Festa a tutti i colleghi giornalisti!!

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