Silence s’il te plaît…[silenzio per favore…]!

silenzioNel momento in cui con pacatezza, senso del dovere chi fa il mestiere del giornalista, del commentatore dovrebbe sfoderare dati, contraddizioni […e sono veramente tante…], aiutando “la folla” a fare discernimento cala, o meglio viene fatto calare il silenzio “livellatore” della cosiddetta par condicio, che ben possiamo il requiem all’intelligenza, al ragionamento serio sul nostro domani!
E’ iniziata la “Campagna elettorale” o la “conquista dei consensi” per governare, uno dice il contrario di tutto. Anche il Presidente del Senato, e della Camera,  si sono precipitati nell’agone della campagna elettorale, fondando un nuovo partito, quasi che non ce ne fossero abbastanza, calcolando che basta il 3% dei consensi per avere certa una poltrona  per loro e qualche loro amico di ‘liberi e uguali’. A noi elettori è richiesta una particolare attenzione per non essere conquistati dagli specchietti o dai fumi delle promesse. Lo sappiamo: chi governa può disporre di mezzi economici e legislativi per accaparrarsi alcune categorie sociali. Molte cose non vengono dette, altre vengono dette solo ad alcuni, altre sono molto pubblicizzate, con precise finalità. Secondo i giornali che si leggono o le emittenti televisive che si guardano e ascoltano, il nostro giudizio può oscillare da un partito all’altro. Nella confusione o poca chiarezza, si può essere portati o a rinunciare al voto, o a rivotare ‘come ieri’, o a cercare qualcosa di nuovo pensando che peggio degli  altri non faranno nemmeno questi nuovi. Tutte motivazioni che ci esonerano da una informazione pur faticosa ma necessaria.
Delle persone che ci vengono presentate da eleggere alcune le conosciamo, delle altre ci fidiamo: ma sappiamo che le loro scelte dipenderanno dalle indicazioni del partito di appartenenza. C’è  solo da sperare che le sparate elettorali che distribuiscono interessi e privilegi a go-go non si debbano poi trasformare in imposizioni fiscali per coprire i buchi aperti durante la campagna elettorale.
Usiamo bene il nostro consenso! Come le “brave mamme”, che gestiscono a fatica il bilancio familiare, non ci fidiamo di chi facilmente promette e distribuisce dentro come se la nostra vita sia un “grattino”, chi vince è sempre il banco, fidiamoci di chi indica come produrre e come raccoglierlo questo denaro… Non basta gridare per le piazze che bisogna esigere benessere, aumenti, sicurezza o altro, bisogna saper far tornare i conti tra entrate e uscite. Ma soprattutto consideriamo i valori umani che ci giochiamo: famiglia, sanità, lavoro, equità salariale e fiscale, cura della cosa pubblica, giustizia, sicurezza…
Anziché cianciare stupidaggine varie in piazza o nei bar dei nostri paesi, professandoci esperti in “tuttologia”, sediamoci e ragioniamoci sopra, diventiamo noi “politici” del bene comune, del nostro bene e scegliamo senza troppi mal di pancia che qualcuno stimola urlando, sbraitando e dicendo oggi il contrario di quello che ha detto ieri….
Prepariamoci per tempo!!!  Buona Giornata!

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