Il senso delle messe di intercessione, liberazione e guarigione…

13 del mese mortizzuoloMi è stato chiesto da più di un amico o amica che senso avesse subito dopo le festività natalizie iniziare a celebrare e incominciare il percorso de “I 13 DEL MESE” pensando e riflettendo alle 7 parole di Gesù sulla Croce.
Il Calvario si voglia o no non è un episodio staccato, non è l’ultima tappa della vita di Gesù. Gesù ha cominciato a portare la croce fin da Betlemme. Tra la greppia e la croce esiste un rapporto stretto. Tutta la vita di Gesù è orientata in quella direzione, verso il Calvario. Il cammino della Croce , il cammino della Morte sfocia nella VITA! E la croce piantata lassù, è come il trono dell’Agnello. L’Albero della Vita piantato nel mezzo del Paradiso. Un primo significato: sul Calvario, non si ragiona. Si contempla! E si impara! Il Cristo sulla croce ci annuncia in silenzio ciò che Dio è e ciò che Egli fa. Nei suoi miracoli, viene manifestata la potenza di Dio, come la Sua bontà. E’ evidente che la nostra conoscenza di Dio, sarà più profonda e completa se al Calvario andremo non come pellegrini spettatori, ma come protagonisti; se non ci limiteremo a contemplare la croce, ma ci stenderemo sopra. La Passione è un dramma di morte ma insieme di Vita, di liberazione di guarigione che va rivissuto personalmente nella propria vita, nella propria carne. In tutte le sue tappe!
Un secondo significato: attraverso la preghiera di intercessione in ogni Santa Messa, attiviamo la possibilità di conoscere “gloriosamente” Dio. C’è una conoscenza gloriosa di Dio. L’avremo in Paradiso certamente, grazie al cosiddetto “lumen gloria” di cui ci parlano i teologi. Ma qui sulla terra c’è un’altra conoscenza di Dio. Grazie a quello che mi permetto di chiamare, pur non essendo un teologo, “lumen crucis”. Il volto glorioso di Dio lo contempliamo in cielo,. L’altro volto, rigato di sangue, coperto da sputi, lo possiamo contemplare fin da subito qui sulla terra. E la nostra conoscenza sarà tanto più profonda e completa, se anche le nostre spalle, la nostra vita si adeguerà, si farà “curva” sotto il peso della croce. Se anche le nostre mani, i nostri piedi, le nostre vite recheranno e ricorderanno a chi ci sta accento, il segno inconfondibile e indiscutibile dei chiodi.
Può sembrare un paradosso, ma la realtà del cristianesimo ci dice che per guarire, per intercedere dobbiamo soffermarci lì fare nostro quel luogo del Calvario. Il Paradiso, su questa terra, lo possiamo assaporare e scoprire soltanto sul Calvario… Buona Giornata!

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