RISPETTO

rispettoAl riavvio delle normali attività parrocchiali e personali penso che la parola Rispetto sia una parola da tenere ben presente nel nostro vocabolario. Non riesco a trovare un’altra parola che riassuma più compiutamente la posizione, per esempio, di un Superiore: sia esso in ambito religioso e o in ambito civile. Rispetto che non ha nulla di convenzionale, di esteriore, ma è un aspetto dell’amore. Rispetto che indica l’atteggiamento giusto quando si entra in rapporto col mistero. Si voglia o no, il “superiore” è costantemente in contatto, “traffica” col mistero: mistero dell’opera di Dio, mistero della persona di coloro che gli sono affidati. Il Superiore è l’uomo che deve rispettare, e questo rispetto si sviluppa in tre direzioni collegate intimamente tra loro. Innanzitutto: Rispetto verso Dio. E’ il punto di partenza, fondamentale. Il Superiore, convinto che la sua è un’autorità delegata, deve fare riferimento costantemente all’autorità unica. Al di sopra di tutto c’è la volontà del Padre, c’è il piano di Dio. Il superiore è fedele soltanto nella misura con cui si rende interprete di questa volontà. Per questo occorre molta umiltà, molta discrezione, un’accentuata capacità di ascolto. Poi è necessario il rispetto per i cosiddetti sudditi, che è la conseguenza naturale del rispetto verso Dio. Ai Superiori si potrebbe applicare l’avvertimento severo di Dio a Mosè: “Togliti i sandali dai piedi: il luogo, infatti, dove tu stai è terra santa” [Es. 3,5]. Le persone che sono affidate al superiore sono “terra santa”. C’è sempre il rischio di calpestare qualcosa di sacro.
Infine rispetto per se stessi. Il Superiore è strumento di incontro tra Dio e coloro che gli sono affidati, ma non può adempiere a questa funzione se, oltre al rispetto a Dio e alle creature, non avrà un gran rispetto per se stesso e per la propria missione. Rispetto che vuol dire conoscenza, realismo, senso dei propri limiti, consapevolezza dei rischi.
Dal “rispetto” in questa triplice declinazione possiamo sperare che anche nella nostra Chiesa, nelle nostre comunità potremo sperare di poter vivere in un sereno e ritrovato clima che ahimè spesso e volentieri è turbolento, fastidioso e logora la serenità e di chi subisce i superiori e dello stesso superiore. Buona Giornata!

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