Violenza e civiltà…

violenza-donne-702x336Si è svolta qualche giorno fa la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e mai come quest’anno il tema delle molestie e degli abusi è stato portato a forza sotto le luci della ribalta. Non se n’è mai parlato così tanto, eppure di   fronte alla violenza sciocca, becera e mai sufficientemente denunciata ci si rende conto di quanta solitudine avvolge la nostra supposta “civiltà”.
Una solitudine di chi la violenza la subisce, contornata da ancor più sciocche battute, battute scettiche che feriscono ancora di più: “Sarà poi vero, eccone un’altra, mo’ tutte molestate ‘ste donne?”
Dopo lo scetticismo ci sono il sogghigno e il tono saputo da chi sa come funziona il mondo: poi vengono le accuse, le analisi, l’indifferenza. Già, perché quando una cosa non si può negare allora diventa un fenomeno di costume, qualcosa di astratto su cui costruire teorie, interpretazioni e dissertazioni infinite che si concludono poi sempre con un autorizzato volgersi dall’altra parte…
Ma a cosa serve il parlarne, se poi non si traduce in pratica quotidiana? A cosa serve, se sotto sotto passa sempre l’idea sottile e perversa secondo cui un po’ se la cercano…
Si dice tra una battuta e l’altra, che alle donne sotto sotto piace… Dimenticando da poveri somari le lacrime, le vite lacerate, i pezzetti ricuciti assieme nel silenzio e nell’umiliazione generale di queste donne… Niente da dire sulla paura,  la vergogna.
La violenza, tutta la violenza è sempre da denunciare, rifiutare!
Non è questione di rivendicazione di “genere”, femmine contro maschi, buone contro cattivi, vittime contro predatori. Non lo è né lo sarà mai.
Uomini e donne devono essere complici in una battaglia che passa dall’educazione in casa e a scuola, da una quotidianità in cui non sia considerato normale toccare il sedere alla cameriera del bar, dare della “zoccola” ad una ragazza in minigonna o denigrare come “facili” le donne che si costruiscono una posizione lavorativa. Varrebbe la pensa considerare quella scritta a parole cubitali impressa al lavatoio pubblico di un paesino di montagna nel bergamasco che diceva, e dice: “Non dir di me fin che di me non sai, pensa a te e poi di me dirai”…. Buona giornata

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