La tentazione della “croce elegante”…

croce-degli-sposi-dorata_cf12bb09a4e2e3db3907f9c0a1ccd419.image.500x500Ieri sera incontro con due veri amici, per la verità Lei puntigliosa e spiazzante per semplicità e cortesia, Lui vero mastino, un mastino dolcissimo, innamorato di sua moglie e dei suoi bimbi, entrambi allenati a convivere con segreti, con le proprie croci, i propri limiti….
Proprio di croce vi vorrei parlare….
Durante i primi secoli per i cristiani l’immagine della croce non veniva usata molto di frequente. Probabilmente perché in essi viveva ancora il ricordo della scena orribile di coloro che venivano condannati a morte per crocifissione, la loro agonia straziante, avevano sotto gli occhi  e ben si ricordavano delle urla strazianti di dolore…
Col passare del tempo, svanendo il ricordo ci sono state le immancabili deviazioni: deviazioni che ci regalarono crocifissi “belli”, delicati, dolci, composti, poetici, raffinati… Come se l’aspetto drammatico del venerdì santo fosse stato sepolto sotto una patina di sentimentalismo artistico.
E a voler bene guardare capita così anche nella nostra vita, ogni giorno. I drammi, le sofferenze, le incomprensioni che ti fanno soffrire vengono spesso e sovente nascoste, sotterrate dall’incapacità di confronto: di comprendere il male, le angherie che ci si rifila tra una discussione e l’altra…
Vedo un pericolo sempre in agguato: pretendere per noi una croce elegante e mi spiego. Essa può avvenire due maniere: il nostro orgoglio va a cacciarsi proprio dappertutto. Spunta fuori nei momenti più impensati e meno opportuni. L’orgoglio può metterci in testa questa idea balzana: soffrire in bellezza e in riparazione. Quasi che si possa portare la croce con gesto atletico, salire e discendere dal calvario con passo atletico, percorre tutte le tappe della via crucis senza una caduta, senza esitazione…. No. Una croce elegante non è più una croce, ma un ninnolo. Il “soffrire in bellezza”, infliggere all’altro musoni, sogghigni, non è più un soffrire che risana, rinvigorisce, ma un dare spettacolo, per di più orrendo!!!
La croce, la nostra croce non può mai essere elegante. ma esiste un’altra tentazione. La scelta della croce. Una croce magari pesante, scomoda, ruvida, ma scelta da noi. A pensarci bene, anche questa finirebbe per essere una croce elegante. E quindi non più una croce. La croce non la si sceglie mai. La croce è qui vicina. Non perdiamo tempo a immaginare e costruire una croce lontana da noi. Il Signore ci presenta “proprio” quella croce vicino a te…. E la croce reale e concreta che ti fa crescere non è mai quella di domani. E’ questa, di oggi. Brutta, antipatica, fabbricata spesso e sovente dalla meschinità degli altri, ma è la tua croce…. una croce che se portata e fatta tua ti condurrà alla resurrezione…. Buona Giornata!

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