La confessione….

Da Roverè in provincia di Verona dove mi sto apprestando a chiudere la predicazione delle Sante 40ore, o giornate Eucaristiche ho avuto modo di “papparmi” un sacco di confessioni: di bambini, ragazzi, donne e uomini… il tema che ho portato avanti in queste giornate è l’incontro sulla “via del ritorno” dei due discepoli di Emmaus…
Potrei dire, senza esagerare, che talvolta il momento della confessione è proprio simile alla scena di Emmaus: uno arriva tutto scoraggiato, considera Gesù morto, lontano, assente dalla sua vita, ma poi, le parole che sente gettano nuova luce sul suo vissuto, gli fanno capire che Lui era sempre vicino, e davvero, ci si sente “ardere il cuore”.
Molte persone, sono convinte che frequentare la confessione renda tristi, perché porti ad aprire gli occhi non solo sul male esterno, (quello che vediamo nel mondo), ma pure su quello interno. Non ritengono piacevole stare a sottolineare la distanza insanabile tra il reale e l’ideale, tra quello che magari sembra bello fare e quello che realmente facciamo. È vero che ci sono in noi desideri di bene che non sappiamo tradurre in azioni, ma questo dimostra solo che Dio esiste e ci è vicino. Forse non ci si pensa mai, ma la confessione è un grande dono; non esiste nessun altro modo così diretto, perché mediato da parole umane, di sapere che Dio mi ama, non si stanca di me, mi è vicino anche se non lo vedo, mi dà sempre un’altra possibilità, crede in me, molto più di quanto io creda in Lui. Insomma ogni volta che uno si confessa, scopre che può sempre risorgere, la «bella notizia» del Vangelo diventa per lui, esperienza reale.
Qualcuno mi chiede: «Ma Dio ci vizia con un perdono facile?».
Viene proprio da pensare che il perdono sia cosa da meritare con degno pentimento e conseguente proposito; tutto ciò è in parte vero, ma non bisogna dimenticare mai che il perdono è all’origine del nostro pentimento, lo previene e lo rende possibile! Non saperlo o non ricordarlo, porta la nostra fede a diventare caccia affannosa al riconoscimento del peccato che si disperde in propositi che magari rischiano di valere come “i cavoli a merenda”…Non dobbiamo mai dimenticare che è Dio il Pastore che si mette in cerca della pecora perduta, l’iniziativa parte sempre da Lui, non dai nostri piccoli, limitati e faticosi sforzi…Che bella la consolazione che deriva dalla certezza che tutti possono condannarmi, ma tuttavia Dio non si dimentica mai dei suoi figli.
In fondo, basta così poco, per essere abbracciati dalla infinita misericordia di Dio. Auguro a ognuno di voi di sperimentare la bellezza di questa misericordia….Buona giornata!

Un commento

  1. Mi rendo sempre piu conto che prego poco a parole,penso poco a Dio e alla madonna e quando mi viene in testa tutto questo, mi dico che non ci penso perche loro sono talmente.dentro di me e mi riempiono talmente tanto il cervello di fede e di amore che sono gia colmo di loro senza doverci pensare. E’ un peccato il mio o sono nel giusto?

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