Oroscopi, carte e tatuaggi….deriva pagana?

tatuaggiNel mio recente viaggio in Albania, sotto l’ombrellone, mi è capitato di essere stato avvicinato da una anziana Signora, che anziché vendere fichi, pesche, uva o oli solari, chiedeva il mio palmo della mano per leggerlo ed interpretarlo. Erano i giorni in cui papa Francesco ammoniva gli “uomini di buona e sana volontà sul rischio ormai diffuso della consultazione “astrale” della propria vita e del proprio futuro.
Proprio Papa Francesco ha detto: “Quando non ci si aggrappa alla parola del Signore, ma si consultano oroscopi e cartomanti, si comincia ad andare a fondo, parole sante direbbe qualcuno.
Molte persone, di ogni grado d’istruzione e livello sociale, seguono le indicazioni di maghi, chiromanti, guaritori, astrologi, spiritisti, coltivando la convinzione tutta pagana che gli astri, le stelle, possano trasmettere un “non so che” sulle nostre vite, oppure ancora peggio, che con le carte, il palmo della mano si possano prevedere avvenimenti futuri o offrire spiegazioni, rimaste finora sconosciute, a fatti passati e ad un futuro tutto da vivere.
È inutile dire e affermare che sotto sotto di vero non c’è nulla se non la “superstizione”, che riempie le tasche di furbastri, svuotandole agli sciocchi creduloni. Ed ancor peggio notare come questo ricorrere e affidarsi a sti delinquenti, pseudo visionari, porti ad una progressiva emarginazione degli stessi verso persone (magari parenti) colpevoli di portare con sé il cosiddetto malocchio e/o maledizione. Si voglia o no, questo è un ritorno al paganesimo!
Come lo è la recente moda di riempirsi il corpo di tatuaggi e di piercing, quasi a dimostrazione che con un segno o un marchio si sia “speciali”, “unici”…
E se l’imperatore Costantino, dopo la sua conversione al cristianesimo, vietò l’usanza di tatuarsi, oggi in tv abbiamo un altro Costantino che sfoggia “poemi” e stramberie varie sul proprio corpo, e grazie agli occhi azzurri languidi è male esempio per i nostri ragazzi….
Andare a fondo…., è così che con il “così fan tutti”  si va a fondo dimenticando che è anche e soprattutto con il rispetto di se stessi, del proprio corpo, della propria intelligenza possiamo onorare noi stessi e chi ci ha creato…
Ricordiamoci sempre quel passo della Genesi che recita: “ad immagine e somiglianza Sua, Dio ci creò”….
Ricordiamo, che ciascuno di noi ha diritto di dire e di fare tutto, come penultima volta!!
Ma l’ultima spetta al Signore. Non il contrario. Il Signore ha bisogno della nostra obbedienza e non del nostro sorriso. Ha bisogno di poter contare su di noi, non dei nostri inchini, reverenze, e riti….
E’ sempre questione di saper distinguere!
Distinguere su ciò che ci rende schiavi o figli, tenendo comunque presente che i comportamenti di uno “schiavo” e quelli di un “figlio” possono essere identici materialmente. Ma lo spirito è totalmente diverso. Un’obbedienza da “schiavi” alle mode e alle tendenze, è in funzione di un dio pagano e padrone, un’obbedienza da “figli” è in funzione di un Dio Padre, di un Dio Amoe, di un Dio che ci genera come pezzi unici… Buona Giornata!

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