…Disinfettare la tristezza!

tristezzaE’ di questi settimane e mesi, il fatto di aver celebrato le esequie di persone amiche conosciute e apprezzate…, e di queste settimane il fatto di aver assistito alla disperazione che assale genitori, amici di fronte a morti di giovani vite….
La morte, che vorremmo rilegare in un angolo buio, come ospite straniero, lontano da noi, morte crudele che è capace di strapparci le persone amate, butta nella disperazione le nostre fragili convinzioni, le nostre certezze…Quanto dolore!
Il rischio di cercare vie alternative per riempire le “assenze” è dietro l’angolo, medium, sensitivi, preghiere particolari e suggestive che sembrerebbero portare sollievo, ma che in realtà rischiano di portarci ancora più lontano, in una facile fuga…..
Credo che i più grandi ostacoli, anche io personalmente ne ho fatto esperienza, per chi si converte siano proprio la scoraggiamento e la perdita di pace…,  accorgersi come Adamo di essere nudi, di non avere nulla da presentare a Dio, se non un po’ di buona volontà di riprovare sempre… E’ facile? NO!
E tuttavia il Signore, non vuole che cediamo alla tristezza! Proprio Lui il Signore della vita, di fronte alla scelta di amore che sapeva portare alla morte, chiedeva ai suoi discepoli, (ma lo fa anche con noi…): “Perché siete turbati e sorgono dubbi nel vostro cuore?”. E ancora: «Non abbandonarti alla tristezza, non tormentarti con i tuoi pensieri. La gioia del cuore è vita per l’uomo, l’allegria di un uomo è lunga vita. Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia. La malinconia ha rovinato molti, da essa non si ricava nulla di buono» (Sir 30,21-24).
Aggiungono i santi:
“Il diavolo esulta, soprattutto quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito. Egli porta della polvere, che cerca di gettare negli spiragli della coscienza, per quanto piccoli, e così insudiciare il candore della mente e la mondezza della vita. Ma se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l’animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o è trasportato alle gioie frivole. Il servo di Dio, quando è turbato, come capita, da qualcosa, deve alzarsi subito per pregare, e perseverare davanti al Padre Sommo, sino a che gli restituisca la gioia della sua salvezza” (san Francesco di Assisi).
E ancora: “È buon segno quando il diavolo attacca un’anima con tentazioni e tristezze: è segno che non è ancora sua”. (san Pio da Pietralcina).
A queste mamme, a questi papà a questi amici dico: “Rimettiamoci, tra le mani di Dio, e sopportiamo con pazienza questa tristezza, queste mancanze…”.
Facciamo pace con la nostra umana debolezza, con la nostra sofferenza, lottando sì, ma serenamente, senza disperazione, «santamente insoddisfatti», accettando di continuare a presentarsi a Lui; avere l’umiltà di farsi lavare non solo il capo, ma tutto il corpo e sentirsi figli e bambini bisognosi di tutto. Concludo con una bellissima preghiera scritta da San Giovanni Paolo II per una sua penitente (Wanda Poltawska), perché credo possa essere la risposta a tante persone nel lutto:
“Dio mio, ora più che mai prima, sono davanti a Te. Sono di continuo davanti a Te. Finora sono stata più dentro di me, mi sono vista, ma adesso mi permetti in un certo modo, di perdere me stessa, come se smettessi di essere quello che sono stata finora. Non sono più capace di essere quella e non sono nemmeno capace ancora di essere diversa, come tu vuoi che io sia. Hai il diritto di volere questo, perché sono tua creatura. Eppure soffro, anche se capisco questo diritto e lo riconosco. È così difficile per me, smettere di essere me stessa! Oh, se almeno potessi conoscere quella che dovrei essere! So che tu non distruggi niente, solo crei. Ci crei attraverso la natura e in modo nuovo, ci crei attraverso la grazia. Credo in questo, così come credo in Te, con la mia fede adesso molto sofferente per l’esperienza della mia debolezza e incapacità. Aiutami a trovare me stessa, aiutami ad incontrare Te dentro di me. E fino a quando devo perdermi nel buio del mio essere, tienimi per mano come tua bambina, donami di comprendere Te e il tuo agire, anche attraverso le persone che hai messo sulla mia strada. Ti prego affinché io non perda la speranza in Te e non ceda alla disperazione. Ti prego affinché sappia sottomettermi alla tua guida. Ti prego afffinché io possa pagare il debito della mia vita, nei compiti che mi affidi, nelle persone che hanno bisogno del mio aiuto. Voglio realizzare in tutto e per tutto la vocazione della mia vita. Desidero essere sempre più all’altezza di essa, perché ciò che ho sempre fatto con la convinzione fosse mio dovere, io possa farlo ancora meglio, con una dedizione più piena e insieme con grande semplicità e profonda pace. Ti supplico di donarmi la pace dell’anima e dei sentimenti e le forze necessarie al corpo. Perdonami le mie colpe, purifica tutto il mio essere e guidami sulla strada, sulla quale ci sarai sempre Tu”.
Chiediamo a Dio, Signore della vita, di acquisire una dimensione sana della nostra sofferenza e iniziare a decorare di nuovo, con impegno e rispetto, la nostra coscienza. Soltanto mettendo ordine nel caos dei nostri sentimenti, riusciremo a trasformare le assenze, le paure, l’incertezza e la sfiducia spariranno pian piano, e i ricordi non si cancelleranno, ma si trasformeranno.
BuonaGiornata

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