Omissione….

omissioneGesù nella grande parabola del giudizio universale, dà una chiara risposta alla domanda come ottenere il “favore” di Dio. Coloro che nel giudizio ce la faranno, i salvati, hanno semplicemente aiutato e basta, senza chiedersi che utilità potevano tranne. Non hanno pensato ad un vantaggio terreno né tanto meno celeste, semplicemente non hanno chiuso gli occhi di fronte alla necessità del prossimo. Proprio questo era quello che Dio voleva! Nella stessa parabola, coloro che sono alla sinistra, i dannati, non hanno fatto in realtà niente di male, non hanno ucciso, non hanno commesso adulterio, non hanno rubato.  E qualora lo avessero fatto, non è questo che nel giudizio conta, per lo meno, in questa parabola di Gesù. Qui si tiene conto solo di quanto si è omesso di fare.
Decisiva fra le colpe che elenchiamo quando recitiamo l’atto penitenziale, il Confesso, è la prima: “confesso che ho peccato molto in pensieri, parole, opere ed omissioni”.
Nella maggioranza dei casi, con la quale quasi quotidianamente mi imbatto nel rito della Riconciliazione, le omissioni non avvengono assolutamente con “piena coscienza”, e tantomeno “con deliberato consenso”, ma per una mancanza di attenzione, dovuta ad un atteggiamento egoistico, che rende ciechi verso le necessità altrui. A pensarci bene nemmeno il “ricco epulone” era pienamente consapevole della sua durezza nei confronti del povero Lazzaro. Si era abituato a vederlo….
Il peccato di omissione è per lo più il frutto avvelenato, incallito di precedenti omissioni…
Omettere di compiere ciò che potremmo fare è una conseguenza della durezza di cuore. E’ sempre questione di cuore! la durezza di cuore è distacco da Dio. Chi indurisce il propio cuore nei confronti di chi ha vicino è lontano da Dio, anche se magari “esteriormente” resta un “Buon praticante”. Colui che non chiude il cuore davanti al bisogno del prossimo è invece vicino a Dio, anche se egli stesso si ritiene o si definisce ateo! Tutto questo ha un risvolto: quanto più noi familiarizziamo con l’amore disinteressato, consentitemelo “ateo” di Dio, quanto più impariamo a conoscere ad apprezzare e a fare nostro nel profondo la bontà di Dio, apparso in Gesù il Figlio, tanto da rendere il nostro amore come un amore disinteressato. E’ l’augurio che ci scambiamo vicendevolmente, oggi tra noi!

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