Non barare….

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Gv 12,24-26


“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muorSan Lorenzoe, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (12,24). Gesù presenta la sua morte, ormai prossima, con l’immagine del chicco di grano gettato nella terra. In tal modo egli annuncia che il dono totale di sé è la condizione necessaria per portare molto frutto. In realtà, come il chicco gettato nella terra sembra scomparso e quindi inutile, così sarà anche la sua vita. Agli occhi del mondo egli appare umiliato, condannato come un malfattore, gettato via come cosa immonda. Quella croce diventerà invece un albero di vita. La cultura mondana invita a misurare la felicità con l’affermazione e il successo. Se l’uomo mette al centro se stesso, se ciascuno misura tutto con l’interesse individuale, perché allora stupirci se la vita sociale è attraversata da tanti e gravi conflitti? Gesù ricorda ai discepoli che chi rifiuta di amare fino a morire, resta solo! le uniche compagne saranno la paura e le illusioni. Non chiede solo di fare dell’amore la regola di vita ma li invita a dare tutto, senza tenere nulla per sé. Come ha fatto Lui. È questo il segreto della fecondità. La liturgia ci chiede oggi di leggere questo Vangelo nell’orizzonte del martirio. La storia del diacono san Lorenzo (III secolo) sembra appartenere ad un’epoca lontana. E invece contiene una parola sempre attuale. I martiri ci ricordano che il bene più prezioso della vita è Gesù Cristo. “Non è un modo di dire. Non è soltanto una tradizione, non è un’abitudine. È Qualcuno. Io lo amo. Io lo adoro. Io lo seguo senza condizioni. Darei la mia vita per Lui”. (Giovanni Paolo II, 20 febbraio 1984). “Sarebbe così triste – commenta Marthe Robin – ricevere tutto dall’Amore e non dare tutto”. Nessuno cerca o vuole il martirio ma vi sono situazioni o momenti nella vita in cui ci viene chiesto di testimoniare la fede in Gesù senza paura dei rischi e delle conseguenze. Non a tutti è chiesto il martirio della vita, ma a tutti è chiesto di custodire integralmente la verità, senza barare e senza cercare facili e fragili compromessi. È la grazia che oggi chiediamo.

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