Beati o inguaiati?

Abbiamo due versioni delle Beatitudini, una nel vangelo di Matteo e una nel Vangelo di Luca. Nonostante abbiano sostanzialmente lo stesso schema sottolineano aspetti diversi. Matteo dichiara Beati genericamente i poveri, chi ha fame, chi piange… e mi fa molto interrogare. Basta essere nella condizione del pianto, della fame, della privazione per essere beati “sic et sempliciter”? Non mi pare… Mi sembra più azzeccata la formulazione di Luca che riferisce le Beatitudini direttamente alle persone a cui Gesù si rivolgeva «Beati voi». La povertà, la fame, il pianto non sono per forza una condanna all’infelicità: possono essere una condizione favorevole all’accoglienza dell’intervento grazioso di Dio! Così come è detto «Guai a voi» che siete ricchi, che ridete, che avete cibo in abbondanza perché correte forte il rischio di considerare questa la vera felicità a prescindere da Dio… e non sapete cosa vi perdete! Mi sembra più comprensibile così, no? Buona giornata

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