Alleanza e patti….

120px-Associazione_Guide_e_Scouts_Cattolici_Italiani.svgDire Alleanza, stringere un patto, è dire IO CI SONO per qualcosa e per qualcuno, dire Alleanza è dire patto, dire elezione.
Nel 2008 venne eletto il 44° presidente degli Stati Uniti Barak Obama, dove per un patto, una scelta che sarebbe apparsa impossibile fino a non molto tempo fa, ha portato un afro-americano alla guida di un Paese da sempre importante.
Questa è un Elezione che ha alla sua base un patto condiviso. umano con i proprio pro e i propri contro, ma questa mi ha fatto pensare ad un altra elezione, ad un altro patto.
Un patto e un’elezione con un solo elettore in cui i criteri di scelta sono ancora più sorprendenti.
Ce ne parla tra gli altri il libro del Deuteronomio (7,6-8).
Dio è l’elettore, Israele l’eletto e i criteri di scelta sono paradossali: non la grandezza, non la paura, non il successo ma qualcosa di misterioso che ha la sua sorgente nell’amore e nella fedeltà di DIO.
QUESTA ELEZIONE, questo Patto unilaterale da parte di Dio è un aspetto talmente insolito, fastidioso per la logica umana tanto da rappresentare la base di tante scelte sbagliate, di tanti obbrobri nel secolo scorso.
Stasera, la nostra Comunità capi è stata chiamata ad accogliere Margherita – Sara – Filippo – Anna e a consegnare le nomine a capo per Anna e Lorena, ma è anche chiamata a rinnovare, a riprendere oltre che il Patto associativo anche il Patto con Dio.
Dio da sempre ha utilizzato e utilizza criteri differenti ad ogni logica umana, associativa. Egli sceglie gratuitamente una persona o un popolo e lo ricolma di benedizioni per mostrare la vera natura della sua Alleanza.
Nella sua storia “qualcuno” è benedetto perché tutti siano benedetti. Qualcuno è l’eletto perché tutti sappiano di essere gli eletti. Nessuna gelosia, nessun calcolo umano ma solo Benedizione.
Attraverso questo “qualcuno” scelto senza alcun merito particolare, noi veniamo convocati, coinvolti da quella stessa benedizione e da quello stesso amore!
Ogni Patto ogni Alleanza, anche la nostra che liberamente scegliamo e stringiamo comporta e richiede di parlare anche di responsabilità.
Di questo magari non ce ne rendiamo conto!
Ma in quanto cristiani e ELETTI da Dio “santi e amati” come ci ricorda Paolo -Col3,12-, abbiamo anche noi una responsabilità nello stesso tempo gravosa e non tanto diversa da quella dei “Grandi”: Abramo, Giacobbe, Mosè, Maria e Giuseppe…. Si tratta per noi, come per loro di metterci a disposizione del Signore con semplicità, con quello che siamo, perché tutti gli uomini, nessuno escluso possono riconoscersi eletti, santi e amati.
Per noi scout c’è un ulteriore passaggio. Come ci ricorda Baden Powel ci vuole coraggio! Ma oggi cosa vuol dire aver coraggio?
In ultima analisi mi pare che il coraggio, ogni coraggio autentico, implichi sempre il coraggio di Esistere e, attenzione, di esistere essendo pienamente se stessi!
Ma ciò è possibile, io credo così, solo se si percepisce una parola che “chiama” e che autorizza…. che ci dice ”Tu poi esistere…”
Qui a questo livello, il livello dell’interiorità di ciascuno, il discorso sul coraggio si salda nuovamente con quello della responsabilità, la “voce “che chiama e autorizza chiede anche una risposta!
Rispondere con la propria vita vuol dire precisamente essere Responsabile!
Allora coraggio di esistere è responsabilità di esistere!
Coraggio è anche l’avere FIDUCIA… una grande fiducia, che è punto fondante del nostro patto associativo e che soggiace alla nostra promessa Scout.
Quella voce che mi dice “Tu poi esistere”, è anche la voce che mi dice “Io non ti abbandonerò ami. non avere paura: io sarò sempre con te”.
Tutto ciò chiede una conversione, un “cambiare” radicalmente idea! Quando parliamo o sentiamo parlare di conversione pensiamo a tentare cose, a tanti discorsi sentiti nelle sagrestie e nelle chiese del mondo….o no?
Ma in ultima analisi l’unica vera conversione che ci è chiesta è CREDERE DI ESSERE AMATI DA DIO!
Una conversione che ha bisogno di essere rinnovata ogni giorno, perché ogni giorno dobbiamo ascoltare e credere alla voce che ci dice ”TU SEI IL MIO FIGLIO, IL FIGLIO AMATO”.
Una voce che ci chiama ad un nuovo patto ad una nuova alleanza, che si basa sulle 10 parole proibite:
“ Non ho voglia, non tocca me, non mi piace, non mi sento, non mi va, sono stanco, non sto bene, pensa agli affari tuoi, non sono capace, lasciami in pace”, che possiamo sintetizzare in una sola parola: VOCAZIONE!
E cioè IL DONO DI ME, LIBERO E RESPONSABILE, A ME STESSO!

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